La Cittadella dei sensi del Prosciutto di Parma

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Langhirano in festa per celebrare il principe dei prosciutti. Il week end dal 1 al 3 settembre scorsi ha visto le vie del centro della cittadina parmense animarsi; profumi, degustazioni, allegria e musica sono stati i protagonisti del Festival del Prosciutto di Parma con un’anteprima che ha dato il via all’evento e ha coinvolto la città di Parma in una serie di appuntamenti all’insegna della gastronomia, dello spettacolo e della cultura e che culminerà il 16 e 17 settembre con Finestre Aperte, iniziativa che da sempre riscuote un grande successo ed attira gli amanti del Prosciutto di Parma che possono assistere al ciclo di lavorazione e partecipare a degustazioni gratuite direttamente all’interno dei Prosciuttifici.

La XX edizione del Festival del Prosciutto di Parma si è aperta lo scorso venerdì 1 settembre con la presenza del “Re del Cioccolato” Ernst Knam che, dal palco di Langhirano, introdotto da Francesca Romana Barberini, ha aperto il Festival. Ma la cittadina ha vissuto il suo momento clou sabato 2 e domenica 3 settembre con l’apertura degli stand della Cittadella del Prosciutto dove i visitatori, per nulla scoraggiati dalla pioggia che a tratti ha infierito, si sono riversati per le strade del centro ansiosi di conoscere e gustare la migliore rappresentanza di produttori italiani e stranieri.

Le degustazioni guidate in programma il 2 settembre presso l’Agorà della Cittadella sono state l’occasione, inoltre, per scoprire gusti nuovi e abbinamenti insoliti. Assolutamente da provare il Prosciutto di Parma insieme al Parmigiano Reggiano accompagnati da Saké, la tradizionale bevanda giapponese, poco diffusa in Italia o comunque poco conosciuta, che ha rivelato un’insospettabile affinità di aromi e sapori col principe dei prosciutti e col formaggio italiano più famoso nel mondo, ulteriore prova della versatilità del nostro patrimonio gastronomico. Sotto la guida esperta di Marco Massarotto, presidente del centro culturale La Via del Saké, i partecipanti hanno sperimentato un percorso gustativo raffinato e interessante, dove le note aromatiche e le gradazioni del saké hanno trovato un abbinamento affascinante nelle diverse stagionature di Prosciutto e Parmigiano, una vera esperienza dei sensi. Ma altrettanto coinvolgente è stato provare il Prosciutto e l’immancabile Parmigiano (da quelle parti vanno a braccetto e non è difficile capire perché) gustati con la Birra. E se può sembrare banale l’accostamento – più nostrano, più rustico – in realtà la straordinaria Birra Amarcord, bionda o scura, ha rivelato retroscena innovativi: il dolce del prosciutto 24 mesi e l’amarognolo della birra classica, la sapidità del Parmigiano 36 mesi con l’intensità della birra scura. È l’armonia dei contrasti che amplifica le sensazioni e il piacere.

Marina Caccialanza

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