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FestaVico è un format consolidato, dopo tante edizioni, ormai tutti sanno cosa si aspettano e quali siano le occasioni di incontro e, appunto, festa quando, una volta all’anno, il mondo della ristorazione italiana si ritrova sulla costiera in quel di Vico Equense.
Gennaro Esposito, patron del Ristorante La Torre del Saracino**, ha saputo rendere una buona abitudine da non mancare l’appuntamento annuale dei cuochi, una festa per tutti, anche per il paese che, forse, all’inizio quasi non comprendeva la frenetica allegria che contagiava le giacche bianche di tutta la penisola che venivano a Vico Equense per “fare ammuina”.
Filo conduttore di tutto, naturalmente, la solidarietà che in questi anni ha visto versare nelle case dei beneficiati, in primis l’Associazione sostenitori dell’ospedale Santobono di Napoli, oltre 600 mila euro, finalizzati, perlopiù, a macchinari per il reparto di neonatologia.
Oggi il calendario della festa si dipana nelle tre giornate, secondo un cliché che mette a dura prova chiunque, per quanto allenato a mangiare e, soprattutto, abituato a primizie come quelle che si assaggiano durante la Festa.
La domenica sera è la festa di paese, con un centinaio di cuochi che propongono le proprie specialità affacciandosi dagli esercizi commerciali del centro storico di Vico; il lunedì è dedicato alla cena di gala, con 20 big impegnati in una maratona del cibo, quest’anno al Bikini; il martedì alla grande serata sul lungo mare di Seiano.
A queste si è aggiunto ultimamente un evento nell’evento, con il pranzo degli emergenti che si tiene, al cospetto di invitati illustri e giornalisti, al ristorante di Gennarino.
Su questo voglio spendere qualche parola, perché, al di là della beneficenza, è forse il momento più importante della Festa, soprattutto se si guarda al futuro della ristorazione tricolore. Intitolato “Una Promessa è una Promessa” il pranzo mette in fila una ventina di giovani professionisti, alcuni quasi delle certezze, che con un assaggio hanno l’occasione di dimostrare il proprio talento. Un vero punto di partenza che è giusto celebrare nell’ambito di una festa, per non far sentire il peso, la pressione, ma, allo stesso tempo, per dare il giusto spazio a chi merita una vetrina importante per mettere in luce il proprio talento.

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Quest’anno abbiamo assaggiato i piatti di Giorgio Bartolucci, Alberto Basso, Marco Cannizzaro, Giulio Coppola, Daniele D’Alberto, Maurizio De Filippis, Davide Del Duca, Stefania Di Pasquo, Vincenzo Esposito, Vito Giannuzzo, Gianluca Gorini, Massimiliano Mandozzi, Miro Mattala, Andrea Napolitano, Francesco Palombo, Fumiko Sakai, Luigi Salomone, Nikita Sergeev, Luigi Taglienti
Insomma, teniamoli d’occhio, i Bottura e gli Oldani del futuro passano da qui.

Aldo Palaoro
aldo_palaoro@yahoo.it

Nella foto il piatto di Marco Cannizzaro del KM.0 di Catania:  Cipolla rossa caramellata con robiola di capra girgentina e salsa alla fragole.  Piatto Serax e posata Broggi.

La foto di apertura è presa in prestito dal profilo Facebook di Sonia Gioia che ringraziamo

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