Mangiare e bere cultura fa bene

In cucina, sulle ali della libertà
28 marzo 2014
Il panino Total Spring dello chef Giancarlo Morelli
29 marzo 2014
image_pdfimage_print

Tempo fa lessi uno studio che suggeriva di non consumare carne nell’età compresa fra i 50 ed i 65 anni, dopo di ché, invece, riprendere a cibarsi di proteine animali, è importante per vivere una vecchiaia in salute con maggiore vigore. Ebbene, visto che quella soglia di un letargo carnivoro mi è vicina, ho pensato che se mai dovessi interrompere possa concedermi il lusso di trattarmi al meglio. Una buona occasione mi è stata offerta dall’AIS Milano, in una serata fuori dal comune dove protagonista, accanto a ottimi vini, è stata la carne selezionata da Simone Fracassi, patron dell’omonima Macelleria di Rassina nel Casentino, provincia di Arezzo.
AIS Lombardia in quello che è un po’ il suo quartier generale, il Westin Palace di Milano, oltre a tenere un numero indefinito di corsi, laboratori, degustazioni, destinati in primis all’aggiornamento dei propri associati, oltre 5000 in tutta la Regione, propongono cene di abbinamento, scegliendo, di volta in volta, un prodotto dell’eccellenza nazionale, accompagnandolo con i vini di una cantina che per affinità sia adatta ad esaltar ancor di più il gusto delle preparazioni eseguite dalla brigata dell’Hotel, capitanata dallo chef Tombolato.

Ad accompagnare i piatti i vini della Cantina Cecchi, storica famiglia di viticoltori in Chianti, che oltre a proporre il più noto rosso della propria terra, hanno abbinato alle carni di Fracassi anche un interessante Montefalco Sagrantino, un Vermentino Toscano, ma, soprattutto, con grande orgoglio, una Vernaccia di S.Gimignano, quella che io definisco la Manhattan del Medio Evo. Pur ammettendo quanto possa essere insolito per i toscani bere bianco, Andrea Vitale, giustamente, ha rivendicato con questa scelta di un vino che ha fatto la storia d’Italia e che rappresenta fieramente questi territori. Tra l’altro la Vernaccia di S.Gimignano Castello di Montauto ha accompagnato il piatto di ingresso, forse quello più intrigante tra quelli proposti durante la serata, una Variazione di Chianina I.G.P. Cruda, quasi cruda e stagionata dove la battuta al coltello tagliata grossa era una delizia provata poche volte.
Simone Fracassi ha voluto sottolineare più volte un concetto semplice che, grazie a quella che lui definisce una fortuna, l’esser nato nel regno della Chianina, può promuovere con le sue scorribande in giro per il mondo. Il dibattito sulla salubrità del consumo di carne è molto aperto, ma, come in tutte le cose, sono gli eccessi a creare problemi, eccessi di quantità e di qualità, perché la differenza la fanno carni sane, con basso contenuto di colesterolo, solo queste, in un pasto equilibrato concorrono a tutelare la salute dell’uomo. Il suo invito, dunque, è di approfondire la conoscenza di questo prodotto e di saper scegliere cosa consumare con oculatezza.
Ritengo che AIS Milano svolga, attraverso queste iniziative gastroenologiche, un compito importante per la conoscenza del patrimonio di eccellenze che il nostro Paese può vantare, mangiare e bere cultura non è solo importante per ciascuno di noi, ma lo è per l’intero sistema Italia.
A tavola bisogna stare bene, meglio se la combinazione di ciò che si mangia e beve sia ottimale ed in questo affidandoci a professionisti sommelier possiamo solo guadagnarci.

Aldo Palaoro

image_pdfimage_print