Pellegrino Artusi a processo: moderno o superato?

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È un processo in piena regola, con tanto di accusa e difesa (guidate da cuochi e studiosi) e verdetto finale emesso dal pubblico presente, quello che sarà celebrato alla Torre pascoliana – Villa Torlonia di San Mauro Pascoli (Fc), domenica 10 agosto alle ore 21. Il tema del contendere? Una questione semplice e grave al tempo stesso: la cucina di Pellegrino Artusi è moderna o superata? Dibatteranno a tal proposito lo scrittore e giornalista enogastronomico Alfredo Antonaros Taracchini nei panni dell’accusa e Piero Meldini, membro del comitato scientifico di Casa Artusi, nelle vesti del difensore.
Per l’occasione, debutteranno sul palco della Torre anche due illustri nomi della cucina: lo chef Alberto Faccani (Ristorante Magnolia di Cesenatico), a sostegno della difesa, e Silverio Cineri (Ristorante Silverio di Faenza), nei panni dell’accusatore. Presidente del Tribunale sarà, invece, Gianfranco Miro Gori, presidente di Sammauroindustria, l’associazione di San Mauro Pascoli alla quale si deve l’organizzazione dell’evento, e fondatore del ‘Processo’, che, nato nel 2001 dall’idea di riaprire il caso sull’omicidio del padre del poeta Giovanni Pascoli, ogni anno ha portato sul banco degli imputati un illustre personaggio romagnolo.
Anche il pubblico sarà attivamente coinvolto nella controversia, dal momento che, proprio ai presenti, muniti di paletta, toccherà la responsabilità del verdetto finale.
Quali sono, dunque, le opinioni che si confronteranno sul palco? Secondo Antonaros, “Artusi non è più moderno e attuale e, probabilmente, è del tutto superato. Non per colpa sua, ma perché i tempi sono cambiati, in primis il rapporto col cibo. Ce lo vedete voi oggi il suo Manuale in un’epoca che ha sempre fretta e che ha fatto del web la sua religione?”.
Del tutto contraria l’opinione del difensore, Piero Meldini: “Artusi è attuale non solo come letterato ma anche per la sua idea di cucina. La sua non è una cucina di campanile, esclusivamente legata alla tradizione romagnola, ma eclettica, aperta all’Italia e al mondo”.
La tenzone si prefigura, dunque, animata e di grande interesse. Sulla grandezza dell’Artusi e sul suo ruolo nella cucina italiana (e non solo) nessuno osa muovere il minimo dubbio: la questione, infatti, riguarda solo la sua validità attuale. Un pronostico? Difficile, se non impossibile. Tanto più che il verdetto è affidato a una giuria popolare. Non ci resta che attendere e, potendo, partecipare, visto che l’ingresso è libero.

Mariangela Molinari

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