Il Premio LAUDEMIO® 2017 a Salvatore Bianco de “Il Comandante”

Marco Reitano a Oltre i gesti: si deve conoscere la geografia del mondo
11 dicembre 2017
Santa Lucia: lasciamo ai bambini i loro giochi
12 dicembre 2017
image_pdfimage_print

Umiltà e determinazione, i tratti distintivi di Salvatore Bianco, chef del ristorante Il Comandante all’Hotel Romeo, stupenda enclave dell’ospitalità partenopea a cinque stelle, affacciato sul Golfo di Napoli. A lui va il Premio Laudemio 2017, attribuito al termine di un tour che ha attraversato la Penisola, nel quale l’olio extra vergine di oliva del Consorzio Laudemio, ha stimolato la creatività di otto cuochi, in altrettante località italiane, ai quali era chiesto di interpretare una cena con il prezioso ingrediente. All’Excelsior Hotel Gallia di Milano la sfida conclusiva, al termine di un emozionante testa a testa fra i tre finalisti del Premio Laudemio 2017: Giuseppe di Iorio del ristorante Aroma di Palazzo Manfredi (Roma), arrivato terzo, Marco Stabile, del ristorante Ora d’Aria di Firenze, arrivato secondo, e Salvatore Bianco del ristorante Il Comandante del Romeo Hotel di Napoli, giunto primo, che hanno preparato due piatti ciascuno, il piatto finalista e un nuovo piatto inedito.

Una giuria composta da circa cinquanta tra giornalisti, chef e gourmet, ha attentamente assaggiato alla cieca le portate del composito menu, esprimendo un qualificato parere, tenendo presente l’abbinamento con l’olio, la presentazione e il giudizio globale del piatto, non dimenticando che l’olio toscano utilizzato dai concorrenti era appena franto, e quindi particolarmente intenso e fruttato, con note amare e piccanti. Caratteristiche che identificano il Laudemio, un brand che nacque con la creazione di un rigoroso disciplinare di produzione, grazie all’intuito di Vittorio Frescobaldi 28 anni fa, con lo scopo di valorizzare e divulgare l’eccellenza dell’olio toscano. La ricercata ed elegante bottiglia piatta, trasparente e smussata negli angoli, si distingue dalle altre presenti sul mercato quasi a ricordare una bottiglia di profumo. Mentre l’idea del concorso itinerante, sviluppato tra gennaio e giugno 2017, è venuta a Diana Frescobaldi, presidente del Consorzio Laudemio, che conta 21 produttori, insieme a Fausto Arrighi, già direttore della Guida Michelin ed esperto di ristorazione.
Ecco la sequenza dei piatti: “Amaro al cubo”, antipasto finalista dello Chef Marco Stabile, seguito dal “Baccalà in olio cottura su crema di ceci neri della Murgia Carsica e lamelle di bottarga di muggine” dello Chef Giuseppe Di Iorio. Quindi i primi piatti: “Raviolini ripieni di Laudemio in brodo di cappone profumati al tartufo nero pregiato” (piatto finalista dello Chef Di Iorio) e a seguire “Riso, Laudemio e olive” dello Chef Salvatore Bianco.

Assolo d’agnello di Salvatore Bianco

Per chiudere, i due secondi piatti: “Assolo d’agnello” (finalista) dello Chef Bianco, e “Faraona pochè nel Laudemio, crema e chips di topinambur, alga gigartina e ice-lime” di Marco Stabile. Si aggiudica la vittoria lo Chef partenopeo, vincendo un viaggio premio in Istria, regione già famosa agli antichi romani insieme all’Etruria, per il miglior olio extravergine d’oliva. A premiare i tre vincitori, Diana Frescobaldi, presidente del Consorzio LAUDEMIO®, e Fausto Arrighi, ex direttore della Guida Michelin e presidente del Concorso, coadiuvati da Fede & Tinto, i noti conduttori di Decanter, il programma DOP di Radio2 dedicato all’enogastronomia. “Abbiamo deciso di istituire questo Premio – ha spiegato Diana Frescobaldi- per promuovere e valorizzare questo olio unico e pregiato. E per farlo abbiamo scelto quelli che sono senza dubbio i migliori ambasciatori della cultura agroalimentare di qualità: gli Chef. Lo scopo del Premio è quindi duplice: da un lato veicolare l’olio LAUDEMIO® nell’alta ristorazione, dall’altro, proprio attraverso il contributo e la creatività degli Chef, far sì che sempre più persone possano conoscerlo e apprezzarlo, diffondendo la cultura del consumo consapevole basato sulla qualità e non sulla quantità”.

Luca Bonacini

Le foto sono di Francesco Mion

image_pdfimage_print