Sergio Mei, il buon maestro, premiato da Congusto

Ode alla lasagna: il piatto preferito dagli over 35 e non solo
2 marzo 2018
“Sicilia en Primeur”, vino e cultura si incontrano a Palermo
2 marzo 2018
image_pdfimage_print

L’esempio dei “buoni maestri” è indispensabile alla formazione dei giovani. Si è svolto lo scorso 28 febbraio l’Open Day di orientamento di Congusto Gourmet Institute, la scuola di cucina che a Milano forma e prepara alla professione di cuoco principianti e appassionati.

Nel corso della giornata animata da incontri, proposte e interventi, il fondatore Federico Lorefice e il direttore didattico Roberto Carcangiu hanno voluto attribuire un premio speciale allo chef Sergio Mei, esempio presente di professionalità e incentivo alle generazioni future, icona della cucina italiana che ha saputo portare a Milano l’internazionalità in tempi in cui ancora la professione di cuoco non aveva lo stesso riconoscimento mediatico di oggi.

Sergio Mei è il simbolo dell’impegno lavorativo, della competenza nel campo e delle buone pratiche che trovano nella condivisione la migliore espressione di un mestiere antico in costante rinnovamento.
“Alla base del mestiere di cuoco – ha dichiarato Sergio Mei – c’è il lavoro costante, la comunione con le persone che insieme formano una brigata, la voglia di insegnare il mestiere con lo scopo di far innamorare i giovani della cucina. La cucina non è spettacolo, non è un fenomeno mediatico, e i buoni maestri sono preziosi. Il ruolo di un tutor è quello di accompagnare nel percorso di apprendimento, di offrire conoscenza attraverso il lavoro condiviso”. Lo chef Mei ha ripercorso i suoi esordi quando giovane apprendista faticava in cucina cercando il suo spazio, carpendo nozioni senza godere della guida dei più esperti e ha ricordato come non esistano segreti in cucina ma solo il coinvolgimento che si crea lavorando insieme: è l’esempio il miglior insegnamento.
Federico Lorefice, nel descrivere i corsi che Congusto propone ai giovani che si affacciano alla professione di cuoco e pasticcere, ha sottolineato l’importanza di una guida illuminata nel percorso di formazione, dalla frequenza alle lezioni fino allo stage che deve essere studiato e scelto in funzione della predisposizione del giovane professionista allo scopo di offrire l’opportunità che meglio dia risalto al suo talento.
“Non esiste un luogo migliore di un altro per imparare, – ha detto Federico Lorefice – esiste il luogo dove il giovane si trova a suo agio e dove può esprimersi. Condividere una passione è il solo modo per crescere”

Marina Caccialanza

image_pdfimage_print