#spesaalmercato: dal virtuale al reale, un’iniziativa al passo coi tempi

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spesa-mercatoAbbiamo vissuto in diretta l’interessante idea messa in campo dal Comune di Milano, che abbiamo presentato qualche giorno fa dopo l’affollata conferenza stampa di Palazzo Marino.
L’idea era apparentemente semplice, ma, come ci hanno confermato tutti gli attori coinvolti, ci sono voluti mesi di lavoro, di incontri, di confronto tra mondi diversi, quello pubblico e privato, non sempre avvezzi a collaborare con fluidità. Eppure dalle facce incontrate durante i sopralluoghi nei mercati, il risultato sembra raggiunto, forse insperato prima di vederlo nei fatti.
Il titolo di questo resoconto vuol già rappresentare un pezzo di puzzle messo insieme dagli organizzatori, perché sembra fantascienza, ma si è riusciti a combinare il mondo dei Mercati Comunali, luogo fisico per eccellenze, luogo di aggregazione che il Comune di Milano intende salvaguardare, rilanciare e Twitter uno degli strumenti di comunicazione più innovativi.
Dunque, virtuale e reale che, insieme, possono fare grandi cose.
Questo sembra successo, ma andiamo con ordine.
Il Comune di Milano decide di rilanciare i Mercati Comunali, a cominciare da quelli Coperti che, in passato, sono stati lasciati a morire lentamente, per fare questo, oltre ad alcune azioni amministrative lungimiranti, quali il Bando per uno dei 26 edifici dato in concessione a un privato (il QT8) che avrà il vincolo di offrire prodotti di filiera corta e fare educazione alimentare, nonché il bando per assegnare i posti lasciati vacanti in questi ultimi anni, ha organizzato una task force che studiasse un primo progetto di riqualificazione e rilancio, affinché si tornassero a frequentare luoghi che nascondono vere e proprie eccellenze, sia sul piano dei prodotti che sul piano umano.
L’idea si concretizza in una frase “Aggiungi un pasto a tavola”, un modo di dire che è una dichiarazione d’intenti, si vuole, innanzitutto, donare e, già che ci siamo, perché non farlo mangiando bene e divertendosi?
Ecco, allora, che a supporto del Comune si impegna anche tutto lo staff di Identità Golose che, non solo, si preoccupa di coinvolgere i cuochi della città, di “metterli sotto” a studiare un menu che soddisfi i criteri della stagionalità e del giusto prezzo, ma partecipa con intensità alle “3 giornate di Milano”, una scorribanda di emozioni e corse da un mercato all’altro, che decine di volontari, di anziani, di dipendenti di 3 assessorati, hanno condiviso al solo fine di fare del bene.
Infatti, il ricavato della raccolta (fatta con tanto di bollini e di schede) andrà in beneficenza, cioè verranno preparati dei pasti per famiglie in difficoltà dalle associazioni partecipanti.
Il Comune, l’Assessorato di Franco D’Alfonso in collaborazione con i colleghi Granelli e Majorino, però, non si è limitato a individuare i Mercati, a tenere riunioni su riunioni con i responsabili (chiamati fiduciari) dei diversi mercati, a coordinare i volontari, a condividere il lavoro certosino sul fronte ristoranti e ricette fatto da Identità Golose, sì è messo in gioco, individuando un meccanismo che, al tempo stesso, rispondesse ai tanti requisiti normativi e riuscisse a coinvolgere ed entusiasmare i cittadini, affinché, numerosi, partecipassero.
Anche la comunicazione non è stata lasciata al caso e, a parte volantini, manifesti e materiale vario, ci si è impegnati anche sui social network, fino a scatenare una vera caccia al tesoro che si scambiava informazioni sia su Facebook che su Twitter proprio con l’hashtag #spesaalmercato.
Divertente seguire i commenti, i post delle foto dei piatti eseguiti in tutta Milano, capire che anche il fatto di preparare il menu in compagnia, reale e virtuale, diventava occasione di aggregazione, di condivisione a casa di ciascuno.
Il risultato è decisamente ottimo, non tanto sul piano quantitativo (in alcuni mercati si è dovuti correre ai ripari per recuperare gli omaggi, donati grazie alla Cucina Italiana, perché l’esaurimento delle scorte era già dietro l’angolo già il secondo giorno della manifestazione), quanto sul piano qualitativo, con tanta gente, mai andata al mercato prima, che accorreva insieme ad abituali frequentatori e appassionati gourmet per scoprire le ricette di Cracco, Oldani, Leemann, Aimo e Nadia e Viviana Varese, ma anche per scambiare quattro chiacchiere con gli esperti negozianti, da sempre sul “fronte” della spesa. La visibile soddisfazione degli operatori del mercato che da anni non vedevano tanto entusiasmo intorno alla loro attività, alla loro fatica, è la miglior risposta che ci si poteva attendere, così come la voglia di partecipare che tutti i volontari e in particolare gli anziani dimostravano nel dialogo con i cittadini, insomma riecco l’aggregazione, base per una convivenza civile.
Il Comune di Milano anche in questo campo è sulla strada giusta, senza proclami, senza clamori, ma con un lavoro indefesso e puntuale di tante persone che credono che le cose possono davvero cambiare quando tutti ci si impegna nella direzione giusta.

Aldo Palaoro

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