Tortellini, sfida all’ultimo piatto

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Persuner, prigionieri, li chiamava Paolo Monelli, cronista col monocolo del Corriere della Sera, antesignano delle guide gastronomiche, quando scrisse il Ghiottone errante nel 1935, viaggiando, assaggiando e annotando l’Italia delle trattorie e dei prodotti, insieme al fido illustratore Giuseppe Novello. Prigionieri perché, i tortellini, con quella pasta sottile ma non troppo, a foggia di ombelico, imprigionano un ripieno opulento fatto di maiale, tacchino, prosciutto (a Modena), mortadella (a Bologna), uova, Parmigiano Reggiano, e noce moscata, per alcuni da bandire, per altri irrinunciabile tocco finale. Un piatto nel quale c’è tutta la filosofia di una terra dove abbondano le materie prime di qualità e da secoli i suoi abitanti si ingegnano per combinarle al meglio, esprimendo una creatività senza confini, ma dove può anche capitare di sfidarsi a tavola per eleggere il migliore. Come è avvenuto ieri sera nel sontuoso Palazzo Re Enzo in piazza Maggiore a Bologna, teatro dell’attesa disfida del tortellino che per il secondo anno impegna le due fazioni confinanti, che la settimana prima con le primarie, hanno scelto i propri migliori contendenti. Un sostanziale pareggio, Bologna porta a casa il titolo per i migliori tortellini tradizionale e rivisitato, mentre Modena il titolo per i migliori tortelloni e lasagne, questo ha decretato la giuria di esperti e gastronomi capitanata da Davide Paolini, il Gastronauta, insieme a Massimo Spigaroli, Mauro Uliassi, Luca Marchini, Giovanni Degli Angeli, Max Bergami e la giuria popolare formata dai 340 privilegiati che hanno con fatica trovato posto, dopo aver prenotato con largo anticipo. Il miglior tortellino tradizionale è bolognese, dunque, preparato dallo chef Lucia Antonelli della Taverna del Cacciatore di Castiglione Pepoli; anche il miglior tortellino rivisitato ancora a Bologna con il piatto dello chef Francesco Carboni dell’Acqua Pazza (BO). Mentre Modena deve accontentarsi del miglior tortellone attribuito a Carlo Gozzi dell’Incontro di Carpi, e la miglior lasagna preparata dallo chef  Ninni Barbieri di Strada Facendo (MO). Va sottolineato che il confronto era comunque di elevato livello, e il meccanismo delle Primarie ha selezionato a dovere i contendenti, Bologna schierava: Carlo Alberto Borsarini de “La Lumira”, Francesco Carboni del “Ristorante Acqua Pazza”, Lucia Antonelli della “Taverna del Cacciatore”, Irina Steccanella di “Vini d’Italia”. Modena metteva in campo gli chef del Consorzio Modena a Tavola: Claudia Ricchi dell’ “Antica Trattoria Ponte Guerro”, Rino Duca de “il Grano di Pepe”, Emilio Barbieri di “Strada Facendo”, Carlo Gozzi de “L’Incontro”.

Luca Bonacini

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