Un po’ di Veronelli fa sempre bene…

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Atterriamo anche noi sul pianeta GourMarte un luminoso lunedì di inizio dicembre, siamo al terzo giorno di una nuova formula espositiva che ha attirato l’attenzione di molti appassionati tra sabato 1 e lunedì 3 dicembre a Bergamo.
L’obiettivo è gustarsi un’insolita presentazione del nuovo libro di Gian Arturo Rota e Nichi Stefi “Luigi Veronelli”, sottotitolo “la vita è troppo corta per bere vini cattivi”, infatti, l’ospite d’eccezione è un uomo di cultura e di storia, Paolo Mieli, presidente RCS.
Si sprecano gli aneddoti, soprattutto, quelli personali ed è proprio Mieli a condurre in questa direzione quando ricorda il suo primo incontro con Gino Veronelli, invitato da Gianni Brera, naturalmente a tavola. Pregustava un pranzo sopraffino, con due gaudenti esperti al suo desco e grande fu la sua sorpresa quando i due, un po’ provocatoriamente, ordinarono due uova al tegamino. Quella giornata rimase scolpita nella memoria di Mieli, perché le due uova al tegamino furono l’oggetto di una lunga disquisizione filosofica, storica, sociologica, dalla quale ne uscì affamato, ma culturalmente appagato di nuove conoscenze.
Il punto è questo, Veronelli è sì considerato il grande conoscitore di vini, di cibi, di prodotti che tutti conosciamo, ma fu, soprattutto, un uomo di cultura, dall’eloquio elegante e dalle ferme convinzioni che ne fecero ad esempio un paladino di battaglie che oggi ci sembrano scontate, che lo videro addirittura scontrarsi con alcune sciagurate idee post belliche che volevano trasformare l’Italia, portentoso giacimento di prodotti, ancora inesplorato, in un campo monocoltivato più facile da gestire come fosse un’industria.

Il convegno si chiude con il Premio Veronelli, destinato a tre categorie: un contadino in grado di esprimere appieno l’istanza del rapporto amoroso con la terra, il premio è andato a Francesco Paolo Valentino, viticultore abruzzese; un letterato, che si sia occupato a fondo e meritoriamente di gastronomia, premiato Massimo Montanari, storico dell’alimentazione; infine un Comune che rivendichi almeno una De.Co (l’ultima grande intuizione di Veronelli), e che si sia distinto nella salvaguardia e nella promozione dei prodotti, naturali o manufatti, appartenenti per storia e tradizione al proprio territorio, il premio è stato assegnato a Milano.
Usciamo accontentati di aver respirato un po’ di buona aria Veronelliana e con piacere ci dedichiamo a GourMarte, la bella idea di Elio Ghisalberti, con prodotti lombardi autoctoni o importati in Regione da illuminati cittadini, area che ricordiamo essere la prima regione agricola italiana. Una passeggiata tra i 100 prodotti selezionati dal curatore aiutato da tre grandi esperti come Fausto Arrighi, Alberto Paolo Schieppati ed Enzo Vizzari, qualche assaggio comodamente seduti a breve distanza da alcuni tra i più grandi cuochi lombardi e la giornata passa serena.
Fa sempre bene un po’ di Veronelli per aiutarci a vedere nella giusta dimensione le cose buone della vita

Aldo Palaoro

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