Unione Simpatizzanti del Vino a convegno

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unione-simpatizzanti-vinoSabato 5 Maggio, presso la Trattoria La Scaletta, si terrà un incontro per ricordare un’associazione che per anni (dal 1973 al 1993) molto ha dato a Cantù e a tutta l’Italia enogastronomica, la Unione Simpatizzanti del Vino, costituita con atto notarile a Figino Serenza, presso la Trattoria del Balé, da sette soci facenti capo al presidente (chi sta scrivendo).

L’Associazione aveva come scopo far conoscere ai soci la bevanda nazionale e le sue qualità, promuovere riunioni, convegni, corsi, conferenze per discutere sull’arte del bere ed effettuare gite sociali nei posti e nei luoghi di provenienza dei vini. Le riunioni si tenevano nella Antica Trattoria Balé, ogni primo martedì del mese, per concertare, di volta in volta, degustazioni, viaggi-studio, colazioni, cene, con particolare riguardo all’abbinamento cibo-vino, corsi di tecnica vinicola e serate particolari su prodotti alimentari e liquori speciali.

Antonio Guerci, giornalista, allora scriveva: “Quella trattoria era em¬blematica poiché rappre¬sentava la tradizione di una cucina casalinga e versatile, unita alla amorosa passione per i vini più adatti, in una zona nella quale si mangia e si beve generalmente in fretta, senza troppo badare ad aromi e sapori. “La trattoria del Balé” è tuttora gestita dal socio fondatore Michele Orsenigo (detto Balé come suo padre), ma a quel tempo era ancora un piccolo e caratteristico locale campa¬gnolo, dove la madre di Michele, Angelina, cucinava per pochi coperti con il suo singolare talento di cuoca. All’inizio era facile riunirsi, alla buona, ma poi i soci sono aumentati, i clienti di Michele pure, la trattoria si è trasferita in un’altra co¬struzione nuova e quindi dopo alcuni anni si sono spostati a Cantù presso l’Hotel Sigma e nel 1982 si passò alla Trattoria La Scaletta”.

Anche il maestro assaggiatore Adriano Romanò scriveva: “L’Unione se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Cento, mille Unioni Simpa¬tizzanti del Vino, onde poter riparare i guasti ed emendare i delitti dei fabbri¬canti di nostralini, di nordicchi e di bibitine italioti.….Questa specie di confraternita, af¬francata dai soliti vincoli ed intrallazzi del sottobosco eno-cucinario e perciò libera ed autosufficiente, è la diretta proiezione della straripante ambizione, della passione, della intraprendenza, delle iniziative, delle fatiche e delle cor¬diali prevaricazioni, venate di garbate e sottili discussioni, di Rocco Lettieri. La loro non è una risposta alle mere sollecitazioni fisiologiche e mon-dane, bensì il desiderio di scoprire quei vini e quei piatti, la loro storia, le loro origini, le loro affinità. L’appagamento di una curiosità intellettuale, un fatto di cultura, pur se non trascendentale….”.

L’incontro odierno vuole essere una rievocazione di questa “Unione” voluta dai soci e a farla da padrone saranno i primi tre oratori del 1973, tre enologi tra i più famosi d’Italia: Giorgio Grai, Vittorio Fiore e Mattia Vezzola. Un incontro che sarà salutato da un lauto menù studiato per l’occasione da Rocco ed elaborato da Gabriele e Luciano della “famosa” già allora, Trattoria La Scaletta.

Rocco Lettieri

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