Vino italiano protagonista alla fiera internazionale di Hong Kong

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international-wine-spirits-fair-hong-kongHonk Kong, quarta edizione della più importante fiera sul vino in Asia, dove nel padiglione di Vinitaly erano presenti più di 200 produttori italiani con 1.500 etichette. Si tratta della Hong Kong International Wine & Spirits Fair, una tre giorni che, dal 3 al 5 novembre, ha occupato le sale del più importante contenitore fieristico della metropoli cinese, il Centro Congressi ed Esposizioni.
Presenti, complessivamente, 930 aziende provenienti da 37 paesi del mondo tra i quali l’Italia quest’anno era il Paese ospite e gli stand di “Vinitaly in the world” hanno costituito il principale polo d’attrazione dei 40mila visitatori, con un incremento del 40% rispetto all’edizione 2010.
Tra gli espositori italiani sono state premiate le 10 cantine italiane “must visit”, selezionate da Luca Gardini, Migliore Sommelier dell’anno 2010: Schiopetto, Planeta, Novelli, Velenosi, Ferrari, Banfi, Produttori Cormons, Due Palme, Scarzello e Renato Ratti.
Positive le dichiarazioni di Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, che ha inaugurato la rassegna insieme al console generale a Hong Kong Alessandra Schiavo e a Paola Guida dell’Ice: “Era essenziale dare un segnale al mercato cinese”, ha riferito, “destinato a diventare entro pochi anni il più importante del mondo per il vino. Molto deve essere fatto sotto il punto di vista dell’educazione dei consumatori e in questo senso Vinitaly ha dato un contributo allestendo il teatro per la cucina italiana, testa di ponte per il nostro vino e presentando nella sala degustazione gli abbinamenti tra cibo e vino”.
Presenti anche i tre principali Consorzi di tutela toscani (Brunello, Vino Nobile e Chianti Classico) e altri espositori con stand autonomi che si sono dimostrati soddisfatti per i contatti e per gli affari conclusi.

stefano-campatelli-consorzio-brunello-montalcinoINTERVISTA al Direttore del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, Stefano Campatelli, che descrive le opportunità che il mercato asiatico riserva ai vini italiani.
“Abbiamo percepito un forte interesse per i vini italiani, nonostante il nostro paese nel mercato cinese occupi solo una quota del 4-5%. Siamo in forte ritardo rispetto alla Francia, che è il primo paese esportatore, per ragioni essenzialmente storiche, in quanto Hong Kong è stato possedimento britannico fino al 1997 e gli inglesi hanno notoriamente bevuto sempre  vini francesi.
Per la promozione dei nostri vini nei prossimi anni ci aspetta quindi un grande lavoro da fare e all’isola di Hong Kong è importante esserci – sottolinea Campatelli – perché il mercato cinese rappresenta il futuro e Hong Kong è la porta sull’Asia”.

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