World Pasta Day: il 25 ottobre in tutto il mondo e in Italia Pastifici Aperti

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Il 25 ottobre si celebra il Wolrld Pasta Day e sette pastifici italiani, aderenti ad AIDEPI, in quella settimana, apriranno le porte dei loro stabilimenti, per consentire a chiunque di entrare nel fantastico mondo della pasta italiana: Divella a Corato (FG), Felicetti a Peredazzo (TN), Barilla a Pedrignano (PR) e Foggia, Garofalo a  Gragnano (NA), La Molisana a Campobasso, Rustichella d’Abruzzo a Pianella (PE).
Per organizzare una visita è sufficiente contattare la segreteria organizzativa: 06-44160854, o inviare una mail a pastificiaperti@inc-comunicazione.it


“Questa è la nostra migliore risposta alle campagne di disinformazione che fanno mettere in dubbio la salubrità e sicurezza della pasta italiana. – spiega Riccardo Felicetti, presidente dei pastai italiani di AIDEPI – Vedere con i propri occhi la maestria dei pastai italiani, la lavorazione e il livello di sicurezza del processo produttivo rende giustizia a chi, ogni giorno, si preoccupa di selezionare i grani migliori per offrire ai consumatori di tutto il mondo la pasta italiana”.
Bastano alcuni dati per chiarire un quadro che, a causa dell’assurdità della campagna condotta da una sola delle associazioni agricole sulla pasta, sta generando inutile e dannoso allarmismo:  Il 57% di crescita dei consumi nel mondo in vent’anni, da 9,1 a 14,3 milioni di tonnellate prodotte, e l’Italia che riesce a mantenere una posizione di leadership sia in termini di produzione, sia di consumo, pari a 3,2 milioni di tonnellate prodotte, 23,5 kg pro capite nel 2016.
In tutto questo il grano italiano è assorbito interamente dai pastifici, ma non basta. Non è sufficiente, non lo è da decenni, il grano prodotto in Italia per sfamare gli italiani in primis e la richiesta di pasta fatta in Italia, che arriva dai mercati globali.
Se poi, diciamola tutta, dovessimo guardare alla qualità del grano duro italiano, scopriremmo che solo il 10% della produzione corrisponde ai requisiti di eccellenza che richiedono i pastifici: infatti l’indice proteico del grano, in termini di qualità, si colloca intorno al 15%, mentre quello medio italiano si assesta intorno al 12,5%.
“Questo è uno dei motivi per cui, dopo aver assorbito tutto il grano prodotto in Italia, siamo costretti a guardare oltre i confini per soddisfare il fabbisogno di uno degli alimenti più democratici che esistano; e il grano acquistato all’estero, costa mediamente il doppio di quello prodotto in Italia” afferma Paolo Barilla, presidente di International Pasta Organisation, l’associazione internazionale che organizza il World Pasta Day.
Il 19° World Pasta Day avrà, come piatto simbolo internazionale, lo spaghetto al pomodoro: uno dei piatti più amati dagli italiani, infatti due su tre lo preferiscono a qualsiasi altro formato di pasta. Inoltre è anche il più cercato su Google, con 190 milioni di citazioni.

È però l’arte del pastaio che deve essere celebrata in occasione del World Pasta Day; nessuno ne parla ma è grazie al suo saper fare la pasta che l’Italia è cresciuta agli occhi del mondo fino ad essere il primo Paese per qualità nel comparto.
Sta qui la chiave di lettura corretta: come, da una semplice miscela di farina e acqua, possa nascere uno degli alimenti più democratici, in grado di sfamare il mondo e di soddisfare il palato degli italiani chela consumano in media cinque volte alla settimana.
Non priviamoci di questo piacere che deriva dal saper fare dei pastai italiani, del loro rigore nella selezione della materia prima e della sua trasformazione.

Luigi Franchi

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