Adotta un’arnia, per il bene della città

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Sorgerà a Milano, in zona Isola, il primo apiario d’artista al mondo. Realizzato da Green Island, il programma internazionale fondato dalla storica dell’arte Claudia Zanfi, in collaborazione con artisti e designer internazionali, servirà alla produzione del “Mi-Mi”, Miele Milano. La prima raccolta è prevista per l’autunno 2016 ma l’installazione partirà all’inizio di ottobre con la semina di un tappeto fiorito di specie botaniche scelte per la loro capacità di attrarre le api impollinatrici.
Il ruolo degli impollinatori nella protezione della biodiversità urbana è ormai ampiamente riconosciuto, del resto, e l’esperienza è già consolidata nelle maggiori città del mondo come Londra, New York, Tokyo, Berlino e Parigi.
La Milano di Expo non poteva mancare all’appuntamento con la biodiversità per avvalersi del prezioso contributo delle api al monitoraggio della qualità dell’aria e della vita in città.
Il progetto Green Island 2015, che fa parte di un percorso studiato per valorizzare il verde in città, segue in questo modo l’iniziativa proposta da Alveari Urbani nel corso di Milano Design Week e Expo in Città.
Selezionato tra i più interessanti durante le presentazioni dei Tavoli Expo 2015, Alveari Urbani, che fa parte del circuito di ricerca della Comunità Europea con l’Università Middlesex di Londra, è in partnership con importanti enti pubblici e privati tra cui il Comune di Milano ed è promosso in collaborazione con Mielizia/Conapi, il Consorzio Nazionale Apicoltori.
Allo scopo di finanziare il progetto è stata avviata una campagna di crowdfounding, Adotta un’Arnia, attraverso la quale, con un contributo minimo di 300 euro, si potrà ricevere il miele milanese e avere la consapevolezza di aver partecipato a un’azione importante per la salvaguardia dell’ambiente.
Con l’apiario urbano milanese, come già avviene all’estero, si potranno  effettuare studi di bio-monitoraggio: dall’analisi di miele e cera si possono ricavare dati importanti per i parametri di inquinamento ambientale e la salute delle nostre città.

Marina Caccialanza

 

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