Bottura invita i più grandi cuochi del mondo ad un gesto contro lo spreco

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Il giorno prima Massimo Bottura e Davide Rampello erano insieme a Cento Mani di questa terra, la grande festa dei cuochi e dei produttori dell’Emilia-Romagna, e quello successivo insieme hanno lanciato una proposta che sarà sicuramente tra le più originali di Expo 2015: il nome del progetto è già deciso e si chiamerà “Condivisione Universale”, un luogo in cui convogliare la straordinaria progettualità italiana e, allo stesso tempo, alimentare il corpo e la mente. Il luogo prescelto è il Refettorio Ambrosiano di Greco, a Milano, dove convergeranno artisti e designer, ma anche industria e ristorazione. L’idea è venuta a Massimo Bottura che ha proposto di invitare i più grandi cuochi del mondo a Milano per cucinare gli alimenti avanzati dai padiglioni di Expo2015. Un grande gesto contro lo spreco: “Quello che offende nella società attuale – spiega Bottura – è proprio lo spreco, il buttare via. Esagerato, un’offesa violenta all’armonia dell’uomo. Non cucineremo per gourmet o grandi personalità, ma per i poveri e i giovani. I primi perché hanno bisogno di speranza, i secondi perché sono il nostro futuro e dal nostro esempio devono imparare”. Non poteva essere che Davide Rampello, direttore del Padiglione Zero a Expo 2015 e curatore della sezione eventi, ad accogliere la bellezza intrinseca della proposta, sviluppando in maniera permanente l’idea.
“Ascoltando il pensiero di Massimo – racconta Davide Rampello – la mia prima preoccupazione è stata di trovare un modo concreto e duraturo per testimoniare il senso del bello e del buono che è insito nell’alimento, senza il quale perdiamo il senso stesso dell’esistenza. Oggi il mondo ha fame non solo di cibo, ma di tutto ciò che questo rappresenta, ovvero generosità, bellezza, amore”.
Sono già trenta gli chef che, in poche ore, hanno aderito all’invito di Massimo Bottura e che si alterneranno, nei giorni di Expo 2015, per cucinare i prodotti inutilizzati.
“Vogliamo offrire – spiega Bottura – un cibo ‘rigenerato’ dalla creatività e dalla generosità, donato dalla partecipazione gratuita degli chef. La Caritas milanese si incaricherà poi di mantenere viva la struttura, che sarà anch’essa una location ‘rigenerata’, poiché sorta da un vecchio stabile inutilizzato”, individuato nella parrocchia di Greco, dove ha sede il vecchio teatro abbandonato, un bell’edificio degli Anni ’30.
“Non bastava portare gli chef in un refettorio qualunque. – puntualizza  Rampello – Io volevo un luogo assolutamente bello. Perché abbiamo un po’ perso il senso del bello, quello che presso gli antichi era anche identificato in ciò che è buono. E i due concetti, invece, devono andare di pari passo”. Attorno al progetto di ristrutturazione lavorerà il Politecnico di Milano e, dopo Expo 2015, il Refettorio diventerà una scuola permanente per valorizzare il meglio dell’Italia nel mondo.

Luigi Franchi

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