Cibus è Italia, i prodotti italiani a Expo

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Federalimentare presentaCibus è Italia”, l’innovativo spazio fieristico che a Expo 2015 racconterà al mondo la storia e il futuro dell’alimentare italiano.
Expo non è solo filiera km 0 o agricoltura – ha esordito Paolo Zanetti, vicepresidente di Federalimentare nel corso della presentazione del padiglione italiano – Expo è anche e soprattutto industria alimentare italiana. Quell’industria che negli anni ha saputo esportare nel mondo le sue eccellenze e farle conoscere a tutti e che oggi ha la possibilità di mostrare cosa sono i suoi prodotti e perché si distinguono. L’industria alimentare italiana possiede le potenzialità per diventare protagonista della ripresa economica del Paese: il nostro obiettivo è raggiungere entro il 2020 i 50 miliardi di euro di valore dell’export”.
Il padiglione Cibus è Italia, sviluppato da Federalimentare in collaborazione con Cibus Fiere di Parma, inaugurerà un nuovo modello di marketing fieristico. L’ha spiegato molto chiaramente Antonio Cellie, CEO di Fiere di Parma: “Il cibo italiano rappresenta cultura e best practice, contemporaneità e tradizione. Noi sappiamo fare impresa lungo tutte le tappe della filiera produttiva: dobbiamo farlo sapere. Grazie al supporto del ministro Maurizio Martina abbiamo potuto investire in questo progetto 15 milioni di euro coi quali abbiamo realizzato una struttura di 5000 mq, su due piani espositivi e una terrazza che sarà luogo di incontri business, di degustazioni e workshop. Il padiglione, situato all’ingresso Est di Expo, la principale via d’accesso, sarà il più grande padiglione corporate di Expo. Da esso, e a partire dagli incontri che vi si svolgeranno, si svilupperanno una serie d’iniziative con le quali i visitatori stranieri saranno invitati a proseguire il loro tour italiano con la visita alle aziende, oltre 400, e alle realtà produttive di loro interesse lungo la penisola, attraverso dei pacchetti studiati appositamente”.
Quindici sezioni merceologiche, a visitare le quali saranno invitati, nel corso dei 6 mesi di Expo, oltre 300 operatori provenienti da 35 Paesi raggruppati in 12 delegazioni secondo un modello organizzativo che preveda 3 giorni di Expo e 3 giorni di visita alle aziende ritenute interessanti. Un valore aggiunto all’allestimento puro e semplice del padiglione, uno spazio business attraverso il quale dialogare direttamente, ove possibile, col retailer piuttosto che con l’importatore, affinché comprenda il valore del prodotto che andrà ad acquistare.
Il padiglione, realizzato interamente con materiali bioplastici ecosostenibili, a impatto ambientale zero, sarà completamente riutilizzabile e, una volta terminato il periodo dell’esposizione universale, smontato e rimontato a Fiere di Parma.
La struttura, progettata dall’architetto Francesco di Gregorio, sarà completata dall’allestimento esterno ideato da Felice Limosani secondo due canali espressivi: la street art e la digital art. Artisti di strada da tutto il mondo interpreteranno i valori di Expo con le loro performance artistiche narrando la storia del cibo attraverso metafore in graffiti; contemporaneamente una serie di video installazioni renderanno visibili con metodi tecnologici i contenuti a tutto il mondo. Due linguaggi contemporanei che s’intersecano per raccontare la storia dell’uomo.
Da Cibus è Italia si svilupperanno una serie di eventi “fuori salone” focalizzati sul rapporto tra cibo e design, legati da analogie importanti – creatività, saper fare e innovazione – come ha precisato Gilda Bojardi, direttore del periodico Interni, che tra aprile e maggio organizzerà gli appuntamenti in città. Inoltre vi sarà ospitata la settima edizione di EcoTrophelia, una competizione tra studenti universitari che premia nuovi progetti e prodotti innovativi destinati a diventare proposte concrete.

Marina Caccialanza

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