Food City, Milano si prepara ad Expo2015

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A Milano il fermento intorno al cibo sta prendendo forme sempre più interessanti.

Da poche settimane si è creata una sorta di cortocircuito alimentare poco distante dal Duomo, se ne sono accorti in molti, prima gli avventori, poi i media. Là dove c’era solo Luini, che pur non essendo quello di una volta continua a metter in fila migliaia di persone ogni giorno per gustare i suoi panzerotti, ora ci sono Spontini con una formula easy da consumo in piedi e prezzi più competitivi che negli altri negozi della stessa insegna, c’è di nuovo McDonald’s che guarda la Galleria Vittorio Emanuele dalla quale era uscita pochi mesi or sono, c’è un fast food di stampo giapponese, Musubi, un bar della catena Cioccolati Italiani e Meat, un ristorante carnivoro.
Si tratta di un fenomeno virtuoso che anziché creare problemi di concorrenza, aumenta la domanda sempre di più proprio grazie all’aumento dell’offerta.
Se il caso Food Court ha stuzzicato la curiosità di molti, presto sarà un vero e proprio Food District, invece, a generare nuovi fenomeni di “movida culinaria”.

Il quartiere interessato a questo cambiamento è quello di Garibaldi-Moscova dove già ci sono numerosi ottimi locali, dove ha riaperto da poco un Princi, dove RED di Feltrinelli è un avamposto per il quartier generale dell’editore che presto svetterà con un nuovo grattacielo dove sorgeva la serra di Ingignoli, dove, soprattutto, fra pochi giorni aprirà Eataly sulle ceneri dello Smeraldo.
Non basta, grazie ad una sapiente riorganizzazione urbanistica, il quartiere di Garibaldi è sempre più legato al quartiere Isola, già noto per una buona densità di ristoranti di buona cucina ed i due quartieri saranno il collante ad una passeggiata pedonal gastronomica da Piazza Repubblica a Via Paolo Sarpi, cuore cinese della città.
Uno stravolgimento pesante che renderà Milano una delle città più interessanti al mondo per offerta di ristoranti di ogni tipo, dagli stellati che si stanno posizionando sempre più numerosi alle offerte brandizzate, fino alle trattorie e ai ristoranti etnici più vari.
Migliaia di posti adatti alle migliaia di persone che nei nuovi affollatissimi palazzi della zona lavorano ogni giorno.
Milano Food City sarà un caso da studio per tutto questo e forse proprio questo potrebbe essere uno dei lasciti di Expo2015, ce lo auguriamo, perché, oggi, la preoccupazione più grossa e sentire tanta gente parlare in ottica expo, ma poca di ciò che sarà dopo.

Aldo Palaoro

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