L’Emilia-Romagna in viaggio verso Expo

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Cenando sotto un cielo diverso
22 giugno 2015
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Il piatto di Gualtiero Marchesi per Expo
22 giugno 2015
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La formula è di quelle che appaiono subito perfette per un viaggio. Una regione, l’Emilia Romagna, con la sua ricchezza di prodotti agroalimentari di qualità, i cuochi dell’Associazione CheftoChef, il “grande fiume” Po, e la meta finale per eccellenza del viandante del 2015: Expo a Milano.
Il concetto alla base di questo progetto è creare per il futuro un legame tra i consumi in casa e i consumi fuori casa, con i ristoratori quali artefici e testimoni. Non poteva essere che l’eclettico Massimo Spigaroli, presidente di CheftoChef, l’ideatore di questa iniziativa che si svolge in un momento topico riguardo a Expo: non all’apertura dell’esposizione universale ma al culmine del periodo quando la presenza dell’Emilia Romagna possa rivelarsi tangibile. Il viaggio, composto da tre itinerari distinti, partirà, infatti, il 7 agosto da Rimini e si concluderà il 22 settembre a Expo Milano dopo un ricongiungimento a Piacenza il 18 settembre.
Sarà un percorso multisensoriale unico che coinvolgerà le risorse dell’intera regione e punterà alla valorizzazione del patrimonio culturale, enogastronomico, naturalistico e turistico. Un viaggio di avvicinamento a Milano che si snoderà, al momento della partenza da Rimini, in tre percorsi distinti: la via d’acqua del mare Adriatico e del fiume Po percorsa in motonave, la via di terra rappresentata dalla via Emilia attraversata in bicicletta e, infine, l’Alta via dei Parchi percorsa a piedi. Un viaggio altamente simbolico, denso di eventi ad ogni tappa.
“Un sogno che diventa realtà” l’ha definito Massimo Spigaroli presentando l’iniziativa a Milano nella sede del Touring Club Italiano, che punta a dimostrare quanto sia importante mettere in gioco i valori del territorio per una regione come l’Emilia fortemente radicata ad esso (ha ricordato come la regione prenda il suo nome dalla via romana che l’attraversa e non viceversa): “Durante il viaggio, lungo queste vie di comunicazione così emblematiche dei valori della regione e della sua gente, ogni piatto proposto dai cuochi o dalle persone comuni avrà la possibilità di essere codificato e assumerà così una sua identità precisa che sarà comunicata a Expo in quanto motore del coinvolgimento”.
L’Emilia Romagna a Expo, dunque? Non esattamente, secondo Simona Caselli, assessore all’agricoltura dell’Emilia Romagna:L’Emilia non parteciperà a Expo, porterà Expo a conoscere l’Emilia. Ciò è altamente significativo perché è una regione che ha molto da raccontare; innanzi tutto come in un secolo da regione più povera sia diventata la più ricca d’Europa grazie al lavoro dei suoi abitanti che hanno saputo valorizzare le risorse a loro disposizione. Oggi l’agricoltura è al top e il numero dei prodotti dop e igp è superiore a quello di qualunque altro luogo. Tecnologia e ricerca sono state alla base di questo cambiamento e proprio questo è il messaggio che l’Emilia Romagna può veicolare attraverso Expo: il futuro dell’agricoltura si declina nella qualità che deriva dal giusto connubio di tradizione e innovazione”.
Ecco, in quest’ottica, l’Emilia si propone al mondo quale piattaforma di ricerca sul cibo; quale esempio di come agricoltura, turismo e biodiversità possano assumersi la responsabilità nei confronti del mondo di porre rimedio ai grandi interrogativi che Expo ha sollevato: come risolvere l’attuale crisi di iniquità e garantire cibo per tutti, e che sia cibo buono e sicuro.
Il viaggio dell’Emilia verso Expo si inserisce così, perfettamente, all’interno del progetto avviato dal Touring Club Italiano, Io Sono il Po, in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole, che da maggio a ottobre, in 4 tappe, racconterà al pubblico il principale fiume italiano, fonte di cultura e turismo. Il binomio cultura/agricoltura, infatti, si dimostra sempre più forte del binomio coi beni culturali, spiega Franco Iseppi, presidente del Touring: ” La domanda di beni agroalimentari è fondamentale nel paniere ideale del turista ed è la prova di un cambiamento culturale in atto. Non è Expo che ha cambiato l’atteggiamento nei confronti del cibo; ma ha attirato l’attenzione su di esso, ne sta modificando la fisionomia, per registrare il racconto dell’umanità attraverso il cibo”.

Per saperne di più: www.viaggioversoexpo.it

Marina Caccialanza

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