Antonia Klugmann: l’equilibrista sulle linee di confine

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Da tre anni Antonia Klugmann, come un’equilibrista, cammina sicura su linee di confine. Lo fa ogni giorno, a Dolegna del Collio, nella sua cucina all’Argine di Vencò, cavalcando territori di prossimità. Proprio lì dove Italia e Slovenia si sfiorano, dove culture e usanze diverse si sovrappongono, talvolta respingono, o incontrano. Lì dove i curiosi arrivano, spesso reduci da un lungo viaggio, per scovare la sua sensibilità, camminare nel suo orto, e godere della sua cucina.
L’aspetto più interessante è che in questi buoni periodi Antonia ha dimostrato di sapersi muovere con destrezza anche sulle creste di confini non geografici. Anche fuori dalle mura del suo ristorante, davanti a un pubblico reale, e anche virtuale: il fare funambolesco, quello pacato ma di sostanza, la esibisce sempre con disarmante disinvoltura. Noi ricordiamo di un incontro dal grande significato culturale, prima ancora che culinario, avvenuto qualche tempo fa. In quell’occasione l’abbiamo ammirata procedere in equilibrio sui fili sottili che tengono insieme la libertà, la femminilità e la creatività con poche frasi, pregne di sensibilità. Pensieri che meritano profonde riflessioni, se pur già incisivi così come sono stati espressi, perché si rivelano come densi impasti di cucina e narrativa, ideali e ambizioni.

Parliamo di libertà e femminilità. Che connessione ci vedi?
“La libertà oggi è non dover dimostrare la propria particolarità, è lavorare in quanto cuoche e non in quanto donne. L’obiettivo di una donna deve essere la propria realizzazione intellettuale, lo sviluppo del proprio mondo interiore con la creatività e il lavoro, grazie a stimoli continui che riempiano la vita e la mente”.

Insomma, porre fine agli abusatissimi luoghi comuni rimarcanti le differenze di genere: per Antonia è giunta l’ora di narrare dell’altro. Di sondare il terreno complesso dell’immaginazione umana, per esempio. Di provare a capire da cosa scaturiscano le idee e di individuare quale sia oggi il modo migliore per esprimerle.

Antonia, a quel termine che hai appena citato, la creatività, che definizione attribuiresti?
“Sarò concisa: la creatività non è l’espressione del genio di un singolo. Le idee, anche le più apparentemente isolate, sono frutto di un pensare comune”.

Ecco, in una manciata di parole, un altro concetto di spessore assoluto: il creativo, cuoco o narratore che sia, deve sapersi muovere con destrezza sulla regnatela della creatività. O meglio, dev’essere lui stesso a tesserla, attingendo dalla comunità in cui è inserito. Per bandire ingiuste autoaffermazioni e consentire che l’opera, così come il piatto, rappresenti a tutti gli effetti una porzione di mondo.
Un concetto che si è fatto materia, con quei raviolini arrostiti ripieni al tarassaco, conditi con piccole biete, pak choi e erbe spontanee, che Antonia preparava proprio davanti ai nostri occhi mentre, ricordando le parole di Virginia Woolf, ci descriveva il suo luogo ideale e attuale di ispirazione creativa: una stanza, tappezzata di stimoli, erbe, ortaggi, profumi, persone. È la sua stanza, ancora tutta per sé, a Vencò.

Giulia Zampieri

L’Argine
Località Vencò 15
Dolegna del Collio – Gorizia
+39 0481 199 98 82
www.largineavenco.it  

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