Bar Speakeasy: sua maestà Jerry Thomas

Spuma di Parmigiano Reggiano con mostarda di pere
23 marzo 2018
Heineken studia il momento della pausa pranzo e lancia Heniken 0.0
23 marzo 2018
image_pdfimage_print

Impazzano gli speakeasy – bar segreti, ispirati al Proibizionismo americano imperante tra il 1919 e il 1933, quando il XVIII emendamento vietava la vendita, l’importazione, la fabbricazione, e il trasporto di alcool – mentre in Italia e nel mondo, la mixology vive un nuovo rinascimento. Tra i mostri sacri, figura di diritto il Jerry Thomas di Roma, unico locale italiano incluso per ben cinque volte, nella 50 Top Bar la classifica dei migliori bar del mondo. Una bella storia di condivisione imprenditoriale e passione professionale, originata nel 2010 dalla comune passione per la mixology di quattro bartender capitolini, (Antonio Parlapiano, Roberto Artusio e Leonardo Leuci, a cui si aggiungerà in seguito Alessandro Procoli), che catapulta il Jerry Thomas di Vicolo Cellini, nell’olimpo delle mete internazionali del buon bere. L’idea è geniale, e ancora ineguagliata in Italia, uno speakeasy con apertura dalle 22 alle 04, senza insegna, in perfetto stile ruggenti anni ’20. La prenotazione del tavolo si effettua sul sito web, ma solo dopo aver risposto a un quesito sulla mixology, poi giunti davanti al locale si suona il campanello, e solo dopo aver risposto correttamente a una parola d’ordine, che viene cambiata continuamente, si può accedere. Una volta dentro si beve magnificamente, a patto di rispettare un preciso decalogo: si parla a bassa voce, non si dorme sui tavoli, non si parla di politica e di religione, non si serve vodka, e si fuma con discrezione. Un punto di riferimento internazionale dove il bicchiere è al centro della scena, e non mancano mai i famosi, tra cui John Hamm, Jude Law, Kevin Spacey, Ben Stiller, ma dove il meritato successo non ha fatto perdere di vista gli obiettivi della prima ora, qualità delle materie prime, perizia nella preparazione, e atmosfere Belle Epoque. Viaggi, ricerca, sperimentazione, confronto, e scambio con i big della categoria, ogni giorno, portano linfa nuova all’attività del locale, intitolato a Jerry Thomas, un famoso barman statunitense (1830 – 1885), cui i quattro soci, hanno scelto di intitolare l’insegna. Soprannominato il “Professore”, è considerato “il padre dell’arte di miscelare, pioniere nella divulgazione dei cocktail e il primo a scrivere un ricettario di drink. Un laboratorio creativo, dove cinque anni fa nasce insieme alle distillerie Quaglia, il “Vermouth del Professore”, primo di una lunga serie di prodotti, firmati Jerry Thomas, a cui è seguita una linea di Vermouth, Classico, Rosso e Vaniglia; un Bitter; un Aperitivo e due etichette di Gin. E i drink signature? Una carta cocktail ampia e variegata offre l’imbarazzo della scelta, tra i più ordinati l’Improved Aviation, preparato shakerando gin con succo di limone, sciroppo alla lavanda, liquore alla violetta, e bitters alla rosa canina; e The Grinch, preparato con tequila, Grinch cordial, Lime Juice, 5 Peppers bitters, Erba cedrina and Vanilla Foam.

Luca Bonacini

The Jerry Thomas Project
Vicolo Cellini 30, Roma
Tel. 370.1146287
(per prenotazioni, dal martedì al sabato dalle 14 alle 18)
www.thejerrythomasproject.it

image_pdfimage_print