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Tre settimane di chiusura per dare nuova luce alle sale del ristorante e rinnovare il blocco cucina. In mezzo Andrea Incerti Vezzani non è stato di certo fermo: si è aggiudicato il primo posto al Concorso InAlto by Bormioli Rocco con “il mio ricordo della torta di riso”, un autentico tuffo nella memoria dei sapori. Poi, giovedì 4 febbraio il giorno prima dell’apertura, il furto notturno che ha depredato dispensa e automobile.

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Questo non è bastato a fermarli, anzi! Andrea e Marcella, con tutto il loro staff, hanno aperto le porte delle splendide sale, dove la luce è perfettamente calibrata (si avverte la consulenza di Davide Groppi) , hanno acceso le nuovissime piastre a induzione, hanno accolto gli ospiti con un’energia coinvolgente come mai prima.
“Abbiamo deciso subito di aprire, non appena ci siamo fortunatamente resi conto  che in sala non c’erano stati danni. – racconta Marcella mentre ci porge il menu – Eravamo troppo entusiasti di provare il cambiamento!”
Un entusiasmo premiato dai tavoli tutti occupati, da un menu anch’esso coinvolgente: pochi piatti come segno di selezione rigorosa delle materie prime e della cura di ogni dettaglio verso l’ospite.

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Molta attenzione dedicata ai quattro menu degustazione – Acqua in bocca, Tradizionale, Con i piedi per terra…, Carta bianca – tutti a sorpresa. Confesso che non sono un patito del menu a sorpresa e infatti la scelta è caduta sul menu alla carta, su ricette ben descritte.

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La curiosità però cadeva continuamente sugli altri tavoli, occupati da un pubblico giovane intorno ai trent’anni, più predisposto ad affidarsi. Guardando i loro piatti– intesi come contenitori – che venivano posati sulle loro tovaglie: uno diverso dall’altro, uno più bello dell’altro.
A quel punto la domanda a Marcella, mirabile padrona di sala, era d’obbligo: “Ẻ lo stile che abbiamo scelto quando serviamo il menu degustazione”. Alla prossima so cosa fare!

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Andrea, va detto a suo merito, è un cuoco da cucina e non da sala. Non esce fino a quando non ha finito il servizio e, prima di uscire, si affaccia timidamente alla vetrata per accertarsi che tutti abbiano completato la cena e siano rilassati con la piccola pasticceria e le loro belle conversazioni. Del resto non ha bisogno di uscire, in sala c’è Marcella, con la sua piccola brigata, che sa raccontare alla perfezione, che ti porge l’I-pad per la scelta del vino; senza invasioni, ma disponibile ad elencarti a memoria (in caso di blocco dello strumento, come è successo a noi) ogni etichetta del produttore presente nella loro cantina. Che dire: un mix di tecnologia e bella umanità che ci sta proprio bene.

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Uno staff, quello di Ca’ Matilde, composto da ragazze e ragazzi giovani, capaci, coinvolgenti: quelli di sala – Marcella, Nicolò e Romina – hanno lo sguardo mobile, non guardano a terra o dritto davanti a sé, colgono ogni più piccolo bisogno dell’ospite. Quelli di cucina – Andrea, Francesco, Tommaso, Alex, Teppei e Antonio  – li abbiamo visti all’opera (il privilegio dell’amicizia ci ha permesso questo) in uno spazio dove è tutto perfettamente organizzato e pulito. Bravi tutti!

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Un piccolo trasgressivo suggerimento: se volete che il godimento sia massimo, provate a cominciare la cena da “quel ricordo… della torta di riso”. Sempre che Andrea e Marcella ve lo consentano. Ma nel loro menu c’è scritto che sono disponibili ai piccoli cambiamenti.

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Luigi Franchi
luigifranchi@salaecucina.it

Ca’ Matilde
Loc. Rubbianino, 14,

42020 Quattro Castella (RE)
Tel. 0522 889560
www.camatilde.it

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