Ca’ Pelletti, la Romagna va in città

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Il primo locale è stato aperto a Bologna nel 2013, voleva essere una sperimentazione del format ideato dalla famiglia Bacchini Tamburini, proprietari di Surgital spa , per dar valore a quella che Forbes ha celebrato come la miglior cucina del mondo: quella emiliano romagnola.
In Via Altabella, a pochi passi da Piazza Maggiore, l’esperimento è riuscito: aperto sette giorni su sette, dalla colazione alla cena, un servizio dinamico che non lascia spazio ai vuoti, la possibilità anche di acquistare il tripudio di tortellini, cappelletti, garganelli, tagliatelle.
Forte di questo successo la proprietà si è spinta avanti nell’estensione del format aprendo a Milano, in uno dei luoghi cool del momento: Piazza Gae Aulenti, all’ombra del grattacielo Unicredit.
Anche qui Pellegrino Artusi, ispiratore della cucina di Ca’ Pelletti, ha lasciato il segno nello spazio di poche settimane. I piatti della cucina emiliano romagnola, con le influenze toscane di rito, sono entrati nei desiderata dei numerosi turisti internazionali ma anche dei cittadini milanesi.
Si comincia presto a Ca’ Pelletti, con i ritmi della provincia emiliano romagnola, preparando colazioni di assoluta bontà, corroboranti per chi deve poi affrontare la frenesia della metropoli.
A mezzogiorno il locale cambia registro ed entra in scena un menu che definir gustoso è poco: al centro le paste fresche, dai tortellini alle lasagne, dai pici ai garganelli, poi l’immancabile piada, i piatti di salumi e formaggi e i dolci della tradizione. E ancora insalate, contorni e piccoli assaggi saporiti. Al menù base, disponibile tutto l’anno, si aggiunge un menù stagionale che cambia ogni tre mesi.
Il pomeriggio è l’ora preferita per fare gli acquisti di tanto ben di Dio, approfittando magari della pausa per una tradizionale merenda, inusuale per gli ambienti metropolitani. Alla sera cambia il pubblico.
“Tanti giovani e tante famiglie – racconta Elena Bacchini , che del progetto è l’artefice insieme alla sua famiglia – che scelgono Ca’ Pelletti per due motivi: l’informalità, tipica del nostro stile di vita, e la ricchezza dei piatti. Non disdegnamo, infatti, la giusta misura anche un pochino abbondante, convinti come siamo che il piacere gastronomico passa anche da lì”.
Una sorta di franchising come è di tendenza in questo momento nella ristorazione?
“No. – risponde decisa Elena – I locali sono di proprietà . Per il momento ci teniamo molto ad esercitare le scelte di indirizzo di Ca’Pelletti, convinti come siamo del valore che questi locali possono dare alle nostre tradizioni gastronomiche fuori dai confini regionali”.

Luigi Franchi
luigifranchi@salaecucina.it

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