L’estro dei giovani veneziani cambia il panorama della città

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Frequento Venezia da sempre, direi da qualche decennio, l’ho vista con gli occhi sorpresi di un bambino, con lo sguardo spavaldo del liceale in gita scolastica, con il disincanto del giovane, infine con l”emozione di una coppia affiatata, puntualmente rinnovata ad ogni visita, dell’età matura. Una scusa per una scappata la si trova sempre e la Biennale con la sua alternanza tra arte ed architettura me ne fornisce almeno una all’anno.

Scegliamo prevalentemente i mesi più freddi, anche per poterci dormire senza spender troppo. Negli anni ho soggiornato in quasi tutti i Sestieri, anche sull’Isola di Murano dove, letteralmente, inaugurammo una Locanda di giovani vetrai, dunque, ho avuto la possibilità, negli anni, di vedere se la città mostrava segni di cambiamento.

In effetti, una città fortemente turistica come Venezia poteva permettersi di rimanere uguale, di non concedersi ai cambiamenti, di sfruttare la situazione e, dunque, i turisti, senza problemi, senza risentirne. Tante le polemiche nel tempo sui prezzi, sulla qualità, su sovraffollamento, sul ponte di Calatrava. Periodicamente si legge di un conto astronomico, di una truffa ai danni di sprovveduti turisti, in questo modo ci si fa un’idea distorta dell’offerta, in particolare ristorativa, della Serenissima.

Per la mia esperienza posso, innanzitutto, dire che con un po’ di attenzione i furbi si possono evitare, ma, soprattutto, registrare negli ultimi anni, e con sempre maggiore velocità, un ricambio che definirei generazionale nel campo della somministrazione.

Finalmente, accanto a locali che vorremmo non cambiassero mai, a parte nelle condizioni igieniche, stanno nascendo tanti luoghi accoglienti, adatti a tutte le età. Ristoranti, Osterie o Bacari che siano, sono prima di tutto gestiti da più o meno giovani che hanno capito che la qualità paga, così è sempre più facile, gironzolando per Calli e Campi, imbattersi in posti davvero interessanti.

Lascio ai lettori il piacere della scoperta, altrimenti è troppo facile, ma, a simbolo ed esempio di questo cambiamento voglio citare due luoghi e due locali: il primo luogo è da qualche anno che ha cambiato faccia ed è il Mercato di Rialto, infatti, intorno ad esso, sono nati o si sono trasformati, negli ultimi tempi, molti pubblici esercizi che soddisfano non solo criteri di qualità e di rinnovamento nell’offerta enogastronomica, ma anche solo il piacere di condividere un momento di gusto e convivialità in uno scenario unico al mondo.
Per qualche cicheto sfizioso, invece, affacciati sull’unica officina delle gondole rimasta, l’Osteria allo Squero, infine, nota di merito a Estro, non lontano da Campo Santa Margherita, dove un gruppo di giovani ha capito come coccolare veneziani e non, puntando sul buono e sul bello e senza spese eccessive. Andate, dunque, in esplorazione della nuova Venezia del gusto e segnalateci le vostre scoperte.

Aldo Palaoro

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