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Si esce dall’autostrada a Faenza e in meno di cinque minuti ci si trova proiettati in un luogo inaspettato per originalità, bellezza e bontà; stupore ancor più grande se si pensa che Casa Spadoni sorge a ridosso di una strada molto trafficata di cui, nelle sale, non si percepisce la benché minima presenza.
Del resto, il lavoro che Leonardo Spadoni e Beatrice Bassi hanno fatto per allestire questa casa, luogo di buongusto e di buon cibo ricavato in un’antica seteria, è di quelli che lasciano il segno; non c’è un oggetto che non sia stato cercato, voluto, scelto e inserito in un contesto che ha il pregio dell’accessibilità per tutti,  sia in termini di prezzo, sia per la facilità di raggiungimento.
Quello di Casa Spadoni è un progetto molto articolato, che parte da alcuni presupposti: la filiera alimentare perseguita da Leonardo Spadoni come identità di territorio e il coinvolgimento di uno chef del calibro di Marco Cavallucci che, da questa filiera, ricava ricette di elevata qualità.
Una sorta di cucina autarchica che testimonia come il territorio abbia davvero un grande valore, senza attingere a parole desuete e manipolate come il chilometro zero.

casa_spadoni
Nei grandi spazi di Casa Spadoni si svolge di tutto: aree dedicate a convegni e spettacoli, lo spaccio gastronomico con i prodotti alimentari del gruppo; una griglieria che, solo dagli strumenti in uso, è garanzia di ottima qualità; la regina indiscussa è ovviamente la carne di Mora Romagnola, attorniata da tagli delle migliori razze bovine e ovine italiane.
Poi c’è la pizza madre al tegamino, con lievito madre attivo dagli anni ’60, e le farine selezionate del Molino Spadoni. Il menu raccoglie le riflessioni di Pellegrino Artusi, autentico ispiratore della filosofia di cucina di Casa Spadoni: una cucina che vuole essere di casa, con ricette che, dopo essere state rigorosamente elaborate e testate dall’executive chef Marco Cavallucci, sono lasciate nelle mani di una brigata molto efficiente; altrettanto vale per la carta dei vini, a cui dà l’imprinting il sommelier Andrea Spada.

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Grandi tavoli spingono alla convivialità le persone ed è una ricetta che funziona, senza forzature ma con quella confidenza che una cucina gustosa sa magicamente creare. Per rafforzare questo principio, dopo un primo periodo di rodaggio (il locale è stato inaugurato nell’estate scorsa), è stata adottata la scelta di non chiudere mai.

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Casa Spadoni ospita anche due chicche: la prima è il mantenimento, nei locali, dello storico Circolo degli Artisti perché, sostiene Leonardo Spadoni, “l’arte, in tutte le sue forme, e la cultura, unita a storia e tradizioni, insieme all’innovazione sono la chiave per riprendere il cammino e superare le difficoltà del nostro Paese”.
La seconda è la sala dedicata a Marco Cavallucci e Andrea Spada dove, attorno ad un magnifico e imponente tavolo di marmo, è possibile, su prenotazione, rivivere il fasto dei grandi menu della Frasca.
Casa Spadoni si coniuga anche in altri due locali: uno a Ravenna, dove l’intimità e le proposte selezionatissimi sono il must del locale; l’altro alle porte di Bologna, dove sorge Casa Spadoni San Giacomo, con una formula che ricalca in massima parte quella faentina. Ci sarà modo di raccontare anche di loro come della Locanda, un autentico luogo di pace ricavato in un casale storico perfettamente restaurato.

Casa Spadoni
Via Granarolo, 99
Faenza (RA)
Tel. 0546 697711
www.casaspadoni.it

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