Nangalarruni, dove l’ospite si sente a casa

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“Il più bel complimento che ricevo è quando il cliente mi dice che qui si sente come a casa, per la complicità che si instaura con noi e spesso anche per il dialogo che scaturisce coi vicini di tavolo”. Così Beppe Carollo descrive l’effettiva natura di trattoria, più che di ristorante, di Nangalarruni che ha plasmato personalmente da trent’anni a questa parte, in quel di Castelbuono (PA), dedicandosi tanto alla meticolosa ricerca dei prodotti quanto alla preparazione dei piatti, con un occhio al passato e un tocco di innovazione. A partire dal territorio, il Parco delle Madonie, di cui è profondo conoscitore, e dalla valorizzazione delle sue tante risorse “in tempi non sospetti – ci tiene a precisare – quando ancora non si parlava di km zero”.

Giuseppe e Francesca Carollo

Giuseppe e Francesca Carollo

E racconta di due prelibatezze esclusive di quella zona: la manna, dolcificante naturale ricavato dal frassino, che utilizza per un suo piatto forte – il filetto di maialino in crosta di manna, mandorle e pistacchi ma anche per i dolci – e il basilisco, un fungo prelibato che nasce solo nelle zone più alte delle Madonie, così raro e prezioso che viene chiamato anche tartufo bianco delle Madonie. Ma  sono almeno un centinaio le varietà di funghi che insieme alle verdure spontanee, tra spinaci selvatici, cicoria selvatica, asparagi di diverso tipo e molte altre dai nomi complessi, connotano la cucina di Nangalarunni. Il buon bere è sempre stato un punto fermo nella filosofia di Beppe Carollo. Sorprende la ricca carta dei vini con oltre 500 etichette e il suo amore dichiarato per le Langhe, che visita almeno un paio di volte all’anno, alla scoperta di nuove cantine.
“La soddisfazione è che i clienti mi seguono, si affidano spesso a me per la scelta del vino, per cui sono incoraggiato a fare ricerca”.   I clienti, quelli per tanta parte vengono da fuori e, tra aprile e novembre per almeno un 30% sono stranieri, “non più sprovveduti come un tempo- ci tiene a precisare Carollo- ma capaci di apprezzare una pasta al dente (qui è fatta tutta a mano) piuttosto che certe peculiarità tutte italiane”.
Recentemente Nangalarruni- così si chiama  il famoso strumento a bocca che accompagna e caratterizza non poche canzoni popolari siciliane- è entrato nelle famiglia delle Premiate Trattorie Italiane perché, come dice lui, “li accomuna tutti, da nord a sud, il valorizzare davvero i propri territori e relativi prodotti, con l’impegno maggiorato che questo comporta, ma ormai è una condizione irrinunciabile”.

È un uomo pieno di risorse Beppe Carollo, dà l’idea di essere uno che rilancia continuamente, figurarsi ora che è arrivata Francesca, la figlia ventiduenne, ad affiancarlo in cucina “è più brava di me nell’attenzione ai piatti”, dice con quell’orgoglio che solo i papà sanno manifestare così.

 

Simona Vitali

Hostaria Nangalarruni
Via delle Confraternite, 7
90013 Castelbuono (PA)
Tel. 0921 671228
www.hostarianangalarruni.it

 

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