Nel cuore di Torino, Le Vitel Etonné

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Prima del locale stesso, aperto nel 2001 nel cuore di Torino, a due passi da Palazzo Reale, è nato il suo nome, Le Vitel Etonné: un divertente gioco di parole che richiama uno dei piatti cardine della cucina piemontese (e del ristorante stesso), suggerendo al contempo il mood di un luogo accogliente e informale, in cui l’avventore si sente subito a proprio agio. Come ci racconta Luisa Pandolfi, una dei cinque soci del “Vitello” (così il locale è chiamato dai clienti più affezionati), nonché maître, “l’offerta ha assunto sempre più una connotazione locale e, soprattutto, dalla pasta fresca al pane fino ai dolci, gelato compreso, ogni proposta è prodotta da noi quotidianamente”.
Protagonisti indiscussi sono i piatti della tradizione piemontese, a tratti riproposta con fedeltà, a tratti reinterpretata con brio e leggerezza, e declinata in un menu variato tendenzialmente ogni settimana ma, di fatto, quasi ogni giorno, perché, sottolinea Luisa, “Non teniamo scorte. Attingiamo, quindi, a ciò che di meglio troviamo dai contadini di Porta Palazzo e dai nostri fornitori di carne di Fassone, di formaggi di alpeggio della Valle di Susa e di antiche farine locali, con cui i rapporti sono consolidati da anni”.

2.

Diamo allora un’occhiata alla carta di questa evoluta osteria con una cinquantina di coperti (oltre i venti del dehor), che dallo scorso febbraio alla somministrazione ha aggiunto l’attività di produzione e vendita di pasta fresca al dettaglio, per soddisfare le sempre più pressanti richieste della clientela. Per ogni portata il cliente ha a disposizione quattro-cinque proposte. Tra i primi il piatto forte sono i classici tajarin, preparati secondo la ricetta tradizionale con 36 tuorli per chilo di farina, e proposti con i più diversi condimenti: nel giorno in cui scriviamo, per esempio, con asparagi e ricotta di bufala o con zucchine novelle. E poi agnolotti piemontesi, tagliatelle con salsiccia di Bra, ravioli ripieni di mozzarella di bufala e pomodorini secchi… ma anche ravioli vegani, realizzati con farina integrale e acqua e farciti di verdure. Tra i secondi, al vitello tonnato si affianca carne cruda battuta al coltello, tartare di ricciola servita con insalatina e diverse ricette di pesce. Sul fronte dei dolci spiccano una soffice crema di mascarpone con cioccolato amaro e biscotto al cioccolato, mentre gelati e sorbetti sono realizzati al momento, utilizzando ingredienti stagionali. La bella cantina ottocentesca, con volte a botte e mattoni a vista, ospita 300 etichette circa, rigorosamente italiane e con una predominanza di rossi piemontesi. Quasi tutte sono servite anche al calice.

1.

Tra le particolarità del locale va segnalato il suo orario di apertura, da mezzogiorno a mezzanotte. “Chiunque voglia venire a mangiarsi un piatto di tajarin alle cinque del pomeriggio può tranquillamente farlo – sottolinea Luisa –. Abbiamo inoltre predisposto un servizio di take away per rispondere alla richiesta dei clienti, che, prenotando, possono passare a prendersi piatti cucinati e la pasta fresca da portarsi a casa”. Infine, per nutrire il corpo ma anche l’anima, da qualche mese il ristorante ha avviato una collaborazione sempre più stretta con la libreria L’Ibrida Bottega (i cui titolari sono anche soci di Le Vitel Etonné). Tra cene organizzate in libreria, libri esposti nel ristorante e iniziative varie, il connubio si prospetta promettente per mente e palato.

 

Mariangela Molinari
officinamari@gmail.com

Le Vitel Etonné
Vivande e Bevande
Via San Francesco da Paola, 4
10123 Torino
Tel. 011 8124621
www.leviteletonne.com

 

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