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La qualità della vita a Senigallia è altissima e il dato che lo dimostra è che tutto è a tre minuti di distanza, a piedi: il ristorante Uliassi dalla Rotonda a Mare non fa eccezione.

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Emanuela Audisio di Repubblica ha descritto le Marche così: “sembrano placide, incolori, sembrano nulla. Appena un milione e mezzo di persone, un quartiere di Roma. Una regione che non sta in ginocchio, ma non ci tiene ad alzarsi sulle punte, gioca a nascondersi dietro colline e castelli di sabbia”. Le Marche sono una regione di passaggio, per alcuni, ma per altri è il luogo dove trovare pace e lasciare che il mare prenda il sopravvento: c’è chi è nato vicino alle onde e mai potrà dimenticarne il rumore e chi ne subisce il richiamo atavico.
Il canto delle sirene esiste, eccome. Si trova in benvenuti al mare: “una conchiglia che racchiude anemoni di mare, ricci, plancton, ostriche, in un brodo di vongole che parla dell’eterno scroscio delle onde” racconta Mauro Uliassi, mentre la presenta al tavolo: si è combattuti tra l’impeto di berlo tutto d’un fiato e la nostalgia per il livello che scende; si vorrebbe invocare la magia di un’eterna risacca, incoscienti della cena che è appena iniziata.

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Ma il vero benvenuto al mare lo danno il pane alle alghe con il burro d’ostrica; l’ambiente che ricorda la stiva di una nave, con tanto di parapetto per i tavolini esterni; il porta borse confezionato con cassette del pesce; cambusa al posto della sterminata cucina e lei, la donna della nave: Catia Uliassi. 26 anni al ristorante ed “è sempre come essere alla prima a teatro, con il brivido della scena”, proprio lei, che tra gli studi linguistici aveva pensato di aiutare il fratello Mauro per una stagione e rapita dal dondolio della nave non ne è più scesa.“La nostra casa è il nostro ristorante e per questo cerco di abbellirlo e renderlo accogliente”.
Si legge la storia della loro vita appesa alle pareti attraverso i quadri di lei, ricchi di significati nascosti tra la sabbia, trasposti anche sopra i menu: le metafore le conosce solo Catia, novella chiromante ellenica, anche nei tratti fisici.

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Si intuisce la loro vita anche nei libri e nei giornali esposti: all’interno si scovati brani di canzoni, vecchie lettere, qualche appunto di un giovane Mauro, la prima bozza di un futuro e riconosciuto Uliassi. Se le Marche sono “il lato B della Toscana”, Uliassi è l’altro lato della cucina criptica e tecnicistica che allontana.
L’attrattiva, la forza con cui seduce un piatto come gli spaghetti affumicati alle vongole e pomodorini confit ammalia al punto tale da rendere immediatamente comprensibile un piatto storico firmato due stelle Michelin. Entra dentro, folgorante nella sua semplicità, è destinato a diventare il vostro piatto della memoria: non importa l’età a cui lo approccerete, sarà scolpito nei vostri ricordi con la forza di una enorme ferita aperta, ma della quale non ci si augura mai la guarigione, incantati dal lento stillicidio di gocce rubino, a dimostrazione che quel fumo non è scomparso, ma è ancora lì, marchiato a fuoco sulla vostra pelle.

Camilla Rocca

Ristorante Uliassi
Banchina di Levante, 6
Senigallia (AN)
Tel. 071 65463
www.uliassi.it

 

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