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Dream Whisky: un nuovo modo di raccontare lo scotch whisky

Non abbiamo chiesto loro perché abbiano deciso di chiamare il progetto Dream Whisky, ma senz’altro la storia di Federico Mazzieri e Marco Maltagliati con i sogni c’ha più che un po’ da spartire.
Il primo: Laurea in Economia, Master in Food&Beverage Managment con Il Sole 24 ore, appassionato di buon bere. Il secondo: esperienza ultra decennale nel mondo del mixology e super intenditore di scotch whisky, nonché ideatore del progetto L’Alchimia con il 1930, uno degli speakeasy più noti della scena meneghina.
L’incontro è avvenuto proprio al cospetto del bancone del noto locale milanese e, come spesso accade, davanti a un bicchiere è nata l’intesa.
Anzi, la domanda di Federico al suo mentore: Perché non diamo anche ad altri la possibilità di amare e vivere il whisky come tu mi hai insegnato?

Federico Mazzieri e Marco Maltagliati, founder Dream Whisky

Il linguaggio comprensibile
Dream Whisky ha preso forma, ufficialmente, nel 2019. Non si tratta di una mera attività di importazione di whisky scozzese ma di un progetto più ampio e articolato, che si propone di rendere più accessibile e comprensibile il mondo del whisky in Italia. E poi, certo, il whisky Federico e Marco lo affinano, lo importano e lo vendono, e c’è molto da dire sulla particolarità dei loro prodotti, ma lo vedremo dopo.
“Sei mesi di studio e analisi del mercato ci hanno aiutato a comprendere che dovevamo investire soprattutto sulla componente culturale del whisky” – ci spiegano, dalla loro sede di Milano, i due fondatori.
“Abbiamo deciso di discostarci dall’approccio accademico di degustazione e analisi che vengono solitamente riservati ai distillati per formulare eventi e proposte alla portata di tutti. Vogliamo svestire le bottiglie – in senso materiale e ideale – di quegli abiti pieni zeppi di informazioni indecifrabili, comprensibili solo agli intenditori o agli addetti ai lavori. Proprio per questo sulle nostre etichette trovate solo informazioni essenziali e alcuni disegni ideati da giovani illustratori italiani che descrivono visivamente i profumi principali di ogni distillato. Il whisky deve essere accessibile, a cominciare dalle bottiglia, e la degustazione dovrebbe risultare interessante e divertente. Lo stesso dovrebbe avvenire per tante altre bevande che appartengono o non appartengono alla nostra cultura”.

I viaggi in Scozia
Insomma l’obiettivo è semplificare i termini e dare più valore all’origine e alla produzione.
Questi propositi si materializzano in corsi di degustazione (a Milano, ma non solo) e in viaggi organizzati su misura, in Scozia, per toccare con mano i distretti del whisky e scoprire gli umori di questa straordinaria terra circondata dall’Oceano.
“I nostri viaggi in Scozia vengono formulati a seconda delle richieste. Sono adatti a gruppi di amici, operatori del settore ma anche aziende che cercano team building alternativi. I programmi sono intensi e variegati: visite in distilleria, degustazioni in tipiche warehouse, escursioni, assaggi della cucina locale e immersione nel territorio. Al momento viaggiare è complesso ma i tour organizzati finora ci hanno soddisfatti ed hanno stimolato ottime sinergie, anche di business, tra i partecipanti. Con queste iniziative arriviamo dritti all’obiettivo culturale che ci siamo prefissi. D’altronde come può una persona non appassionarsi a questo prodotto dopo aver visitato un fazzoletto di terra straordinario poggiato sull’Atlantico come l’isola di Islay, la patria dei grandi whisky torbati? C’è da perderci la testa!”.

Natura e botte: un dialogo che rende unico il whisky
Ma veniamo al cuore pulsante del progetto di Federico e Marco, ovvero l’attività di acquisto e imbottigliamento.
“Il whisky è un distillato povero in origine, prodotto dalla distillazione di un mosto fermentato preparato ad hoc, una sorta di birra. La vera magia avviene in botte” – precisa subito Federico.
“L’affinamento a contatto con il legno gli conferisce una moltitudine di aromi e complessità che si traducono in sfumature e persistenze incredibili. Ma non tutte le botti, non tutti i legni e non tutti i luoghi sono uguali. Il whisky è espressione della natura e racconta, nel bicchiere, la sua vita prima dell’imbottigliamento. Con un po’ di concentrazione assaggiando i nostri whisky potrete immaginarvi a tu per tu con l’Oceano o circondati da verdissimi campi di erica. La nostra filosofia prevede la caratterizzazione di ciascun prodotto proprio per esaltare le componenti naturali”.


Ogni anno escono con una collezione unica, non replicabile, che ricalca un tema diverso, proprio per rimarcare l’unicità dei loro distillati. Quest’anno è stato il turno delle stagioni: Inverno, Primavera, Estate, Autunno.
“Il nostro lavoro è prima di tutto esplorativo. Ci spostiamo sul suolo scozzese per individuare le botti che rispecchiano la nostra idea di armonia e unicità di gusto. Una volta selezionate valutiamo se sono pronte per essere imbottigliate oppure se devono continuare il loro invecchiamento in magazzini tradizionali. Ogni botte viene imbottigliata singolarmente con la gradazione alcolica opportuna. Non assembliamo distillati diversi per arrivare a un prodotto standardizzato, ma ne curiamo uno per ottenere un prodotto unico come i quattro di quest’anno: quattro whisky con caratteristiche sensibilmente diverse a cui ne abbiamo aggiunto un altro, il 1990, da imbottigliamento speciale con 30 anni di invecchiamento” spiega Marco.

Il whisky e i distillati in Italia
Abbiamo chiesto a Federico e Marco come sta andando in Italia il settore del whisky e dei distillati in generale.
“Si sta muovendo, ma il lavoro è ancora massiccio. Noi ci rivolgiamo al mercato italiano con un’ importazione diretta senza passare per realtà di distribuzione. Lavoriamo con privati, locali, ma anche attività di ristorazione. Stiamo avviando anche una collaborazione importante con Alvise Ennas, nipote di Vittorio Gianni Capovilla, fondatore Capovilla Distillati, nome di prestigio quando si parla di distillati. Il progetto si chiama Materiae, ed è un dipartimento di ricerca e sviluppo per la distillazione artigianale di materie prime italiane. Stiamo lavorando sulla frutta… ma chissà dove arriveremo. Abbiamo iniziato con le pere William rosse e il Durone di Costasavina e ci sono tutti i presupposti per creare qualcosa di interessante” conclude Federico.

La conoscenza del whisky comincia, l’abbiamo capito, dall’assaggio, senza troppe bacchette e manuali. Ma vi consigliamo di allungare l’esperienza affidandovi ai racconti di Federico e Marco, magari partecipando a uno dei loro eventi. Li trovate a Milano, a due passi da Porta Romana, nella sede che ospita anche Dream Whisky Boutique, in cui fare incetta dei loro whisky. In alternativa potete acquistare dall’e-commerce www.dreamwhisky.com

Dream Whisky
Via Pietro Colletta, 17,
20135 Milano MI

Giulia Zampieri

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