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Pietro D’ Agostino:la Capinera mi ha insegnato a migrare per migliorare

All’ impatto Pietro D’ Agostino è un siciliano atipico: rigore e parole misurate lo caratterizzano subito.

Poi ascolti la sua storia e capisci che l’ uomo è sempre prodotto del proprio vissuto e Pietro D’ Agostino si è formato presto sulla via del rigore lasciando la terra natìa per avventurarsi sulle navi da crociera alla ricerca di nuovi profumi, sapori, tradizioni.

Un enfant prodige della cucina italiana che a 30 anni aveva già prestato la sua professionalità e il suo estro per l’ Hyde Park di Londra, per il Grand Hotel Costa Esmeralda, uno degli alberghi più importanti del Costa Rica, e ancora per il ristorante Gattopardo del Grand Hotel Mazzarò Sea Palace, solo per citare alcune esperienze.

Oggi, a 46 anni, D’ Agostino è tornato nella sua Sicilia, a Taormina, e ha realizzato il sogno di avere  il proprio ristorante, anzi due, e non parliamo di ristoranti qualunque: “La Capinera”  che gode di una Stella Michelin, conquistata nel 2009, e “Kistè-easy gourmet”.

La Capinera, in particolar modo, è una delle mete imperdibili per i gourmande di passaggio in Sicilia: la terrazza affacciata su uno degli angoli più suggestivi di Taormina fa da sfondo ad una cucina contemporanea e di ricerca ma che porta con sé il grande bagaglio gastronomico e culturale siciliano che Pietro ama tantissimo e che non ha abbandonato neanche dopo aver conosciuto i migliori prodotti del mondo.

Pietro, quando sei diventato cuoco?

“La cucina è una passione che ho dall’ infanzia; all’ inizio sono stato supportato dalla mia nonna Vincenzina che aiutavo a cucinare durante le feste. Mi sono iscritto all’ alberghiero a Giarre e dopo il diploma sono subito partito per Londra. Da allora ho iniziato una serie di esperienze all’ estero tra Francia, Svizzera e navi da crociera. Nel 2003, grazie anche alle mie sorelle Cinzia e Giorgia, ho aperto il mio ristorante a Taormina “La Capinera””.

Che tipo di cucina realizzi a “La Capinera”?

“La nostra cucina è mediterranea, solare ed essenziale. C’ è una particolare attenzione alla  materia prima che ricerco tra i piccoli produttori del territorio; eseguiamo piatti ispirati alla memoria della sicilianità accompagnati da elementi più contemporanei. Infine, c’ è una particolare cura dell’ estetica. Il menù è stagionale, soprattutto per quel che riguarda il pesce e lo stesso vale anche per la frutta.  Abbiamo la carta tradizionale con cinque scelte per ogni sezione del menù e poi proponiamo due percorsi di degustazione: uno a base di pesce con sei portate al prezzo di 65€; un altro invece si chiama “mano libera” con nove portate a 90€. La carta dei vini è ampia e internazionale”.

C’ è un piatto in cui riconosci di più te stesso?

“Sì, è una selezione di crudi di pesce “Alla Pietro”: nove assaggi accompagnati da nove salse”.

Oggi il ristorante gourmet è di tendenza ma nel 2003, soprattutto al Sud, non era semplice proporre un tipo di cucina moderno: tu che sei stato abituato a lavorare in cucine internazionali come hai vissuto il tuo ritorno a casa?

“All’ apertura del ristorante i tempi non sono stati facili perché il Sud era più indietro mentre oggi essere estrosi e creativi è più semplice. Prima gli ospiti volevano piatti abbondanti ma poi è arrivato il cambiamento portato da Ferran Adrià che un po’ alla volta ha toccato anche l’ Italia. La Sicilia ha un grande potenziale perché ogni dominazione ha lasciato alimenti con cui comporre grandi piatti. Oggi la ristorazione siciliana è in crescita e anche la clientela è cambiata ed è più aperta: i miei clienti sono quasi tutti siciliani, oltre ai turisti che vengono a Taormina”.

E poi c’ è l’ altro ristorante, “Kistè”…

“Kistè l’ ho aperto nel 2017 ed è curato dalla mia compagna, Morena. La location è all’ interno di Taormina, in un palazzo storico; qui proponiamo uno stile gourmet in cui la sicilianità, materia prima e professionalità sono le stesse de La Capinera ma l’ atmosfera è più informale”.

Pietro, tu hai girato tanto l’ Europa e conosci anche la ristorazione estera: quali sono, se ci sono, i vantaggi all’ estero?

“Il problema è che oggi in Italia le tasse ci massacrano e penalizzano molto il giovane imprenditore”.

 

Manuela Di Luccio

 

La Capinera

via Nazionale Spisone, 177  Taormina (Messina)

Telefono: +39.0942.626247

www.pietrodagostino.it

 

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