Ieri a Sansepolcro (Arezzo) si è conclusa una tre giorni speciale: Primi dei primi, una festa collettiva a cielo aperto per celebrare la cucina italiana.
La scelta di Sansepolcro non è casuale. È qui che nel 1827 nacque il primo pastificio industriale italiano: la Buitoni, un'impresa che ha contribuito a definire l'identità produttiva e gastronomica del Paese intero.
Sansepolcro restituisce la vocazione di un territorio capace di generare eccellenza nel tempo anche attraverso il retaggio di Piero della Francesca, che qui nacque, e grazie a questa doppia radice, industriale e culturale, diventa il palcoscenico ideale di un percorso del gusto con i ristoratori del borgo e ospiti che hanno proposto degustazioni di primi piatti. Intorno le botteghe con installazioni, mostre e percorsi tematici realizzati in collaborazione con i commercianti locali.
Protagonista dell'iniziativa è stato anche il vino: durante la Cena di Gala e il Pranzo della Domenica si sono degustate le proposte selezionate da Luca Gardini, critico italiano di vini nel mondo e curatore della Guida de LʼEspresso, insieme ai vini di BE.VI.
A Palazzo Alberti, è stato possibile visitare la mostra "Il ruolo delle donne nella Buitoni", curata dal Cral Buitoni: fotografie, testimonianze e materiali d'archivio che raccontano come il lavoro femminile sia stato centrale fin dalle origini dello stabilimento.
E poi, ancora, i visitatori hanno potuto partecipare ad eventi diffusi - inaugurati da un ospite d’eccezione, il pasticcere Iginio Massari - con gli chef che hanno cucinato dal vivo in strada primi piatti preparati al momento da gustare passeggiando tra gli stand.
Non sono mancati momenti di divulgazione, show cooking e masterclass in collaborazione con la Federazione Italiana Cuochi.
Trenta chef, sette dei quali stellati Michelin, per un programma che ha raccontato la cucina italiana attraverso storie diverse per geografia, generazione e approccio.