Spesso dimentichiamo, quando non fingiamo di ignorarlo del tutto, che il nostro futuro è strettamente legato alla possibilità di alimentarci. Osservazione banale, forse, ma che dovrebbe accendere qualche interrogativo se pensiamo ad esempio che solamente tre specie vegetali eduli, sulle oltre 30.000 conosciute, forniscono da sole la metà delle calorie utilizzate dalla popolazione umana mondiale. Dietro l’angolo c’è infatti un rischio tanto enorme quanto sottovalutato, quello di perdere la preziosa Agrobiodiversità che ha permesso all’umanità di sopravvivere finora. Questa storia però non vira certo verso il catastrofismo, tutto il contrario, dato che esistono esempi virtuosi in grado di coniugare le richieste del mercato con quelle preziose componenti della diversità biologica rilevanti per l’agricoltura e l’agroecosistema. Emblematica l’esperienza dell’Antico Pastificio Colasanti che sorge lungo via Battisti a Terni, laboratorio artigianale attivo sin dal 1959 e rilanciato negli ultimi anni grazie alle intuizioni di Marco Caffarelli e Matteo Minicucci, capaci di aggiungere alla storia e agli antichi saperi proprio il desiderio di tutelare l’Agrobiodiversità: "Il nostro territorio, quello della regione Umbria - sottolinea il primo, dottore agronomo esperto di biodiversità - è ricchissimo di specie vegetali e di razze animali autoctone che, oltre ad essere un patrimonio genetico da tutelare, mostrano un alto valore alimentare sia sotto l'aspetto organolettico che sotto quello nutrizionale".