Se dico “Sillavengo”, alzi la mano chi riconosce in nome del luogo. Siete pochi, lo so. Devo confessare che neppure io lo conoscevo fino a pochi giorni fa. Eppure, la località è densa di significato dell’Italia di un tempo, trasuda storia da ogni pietra e in ogni angolo, basta citare i nomi dei personaggi che vi hanno vissuto e ne hanno creato la gloria e tutto appare nella sua chiarezza.
Ma andiamo in ordine. Innanzi tutto dov’è Sillavengo? In una posizione a dir poco strategica per il nord Italia, al centro di un crocevia in grado di raccogliere un certo tipo di turismo, a metà strada tra il viavai della vacanza e il business, tra chi cerca un punto fermo da dove vagare e chi aspira al relax. Nel bel mezzo delle risaie del novarese, raggiungibile dai laghi, dalle grandi città – Milano, Torino – a poca distanza dal mare e non troppo distante dalla collina. Insomma, accogliente e servito ma lontano dalla confusione.
A Sillavengo sorge una struttura che offre l’accoglienza ideale per chi cerca tutto ciò. È il tenimento Al Castello e la sua storia è singolare perché proprio di un piccolo castello medievale si tratta. Infatti, l’edificio nasce nel ‘400 come villa padronale della nobile famiglia Caccia, feudataria per nomina di Gian Galeazzo Sforza. Una famiglia che, sia nel ceppo originario sia nei suoi rami collaterali vanta personaggi che hanno dato lustro alle arti e alla società fino ai giorni nostri.
Oggi la villa, di proprietà di Sabrina Vittore e Antonio Pappalardo, ristrutturata e adattata all’uso è un luogo di ristoro in grado di offrire una pausa di rigenerazione completa del corpo e della mente: che sia una cena gourmet, un soggiorno nelle camere recentemente rinnovate, un evento o una pausa benessere.