A Roreto di Cherasco, ospiti della Banca di Cherasco, in Piemonte, si è svolto un interessante appuntamento, dedicato ai professionisti del settore Ho.Re.Ca. – ristorazione, bar, hotel e catering – con l’obiettivo di offrire una lettura concreta delle sfide attuali e strumenti pratici per affrontarle.
L’organizzazione del convegno era a cura di dell’associazione culturale EVOCA e ha riunito, sul palco, alcuni tra i maggiori esperti di formazione oltre all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo nella figura della professoressa Donatella Saccone che ha illustrato il contesto macro-economico, delineato un quadro chiaro e rigoroso della situazione attuale: un comparto esposto a policrisi e “cigni neri”, volatilità dei costi, instabilità della domanda, forte frammentazione e alta competizione.
Tra le analisi e le informazioni che sono emerse nel corso della giornata di studio una, in particolare, ha colpito: in Italia il 50% delle nuove imprese di ristorazione chiude entro i primi cinque anni. Un dato che rappresenta, di fatto, la soglia critica che separa chi riesce ad adattarsi e crescere, da chi purtroppo non ce la fa.
Da quel dato è partita l’analisi di Paolo Sampò, imprenditore, CEO di Mago Quality Food e formatore, che ha voluto evidenziare come “nessuna impresa può affrontare da sola un mercato così rapido e complesso: cooperazione, etica nelle relazioni e formazione, devono diventare i valori chiave”.
In un mercato che spesso concentra le trattative solo sul ‘prezzo’, ha sottolineato come il valore nasca invece dal fare squadra, costruire fiducia e condividere obiettivi lungo tutta la filiera.
“Ciò che davvero crea valore è la qualità dei rapporti lungo la filiera: cliente e fornitore non devono essere due parti contrapposte, ma alleati nel costruire risultati sostenibili per entrambi” ha rimarcato Sampò ponendo una domanda provocatoria: “Se volessi imparare a ballare, cercherei un maestro; se volessi migliorare in uno sport, mi affiderei a un trainer. Perché allora, nel lavoro – che occupa almeno un terzo della nostra vita – non investiamo in formazione o in percorsi che possano farci crescere e ottenere risultati concreti più velocemente?”