Ne sono un esempio la bruschetta al pomodoro con colatura di mozzarella di bufala e la bistecca di cavolfiore con ketchup di papacelle, salsa di olive nere e mayonese al prezzemolo. Si fanno notare, tra gli antipasti, il tonno tataki con dressing agli agrumi, alioli e mayo al basilico e il carpaccio di manzo affumicato con lampone fermentato e cipollotto croccante. Quest’ultimo anche in versione veg con la barbabietola, in effetti c’è un intero percorso degustativo vegetale che piace anche gli onnivori.
Gli spaghettoni con vongole veraci, bottarga di tonno, salsa al limone e fregola soffiata meritano la presentazione dello chef: “È un piatto a cui tengo particolarmente, semplice ma al contempo fortemente personalizzabile. Nel mio c’è un’immagine che mi riporta indietro nel tempo, la fregola rappresenta la sabbia e le bucce che ritrovavo tra i denti quando li preparava mamma. Ma è anche ricordo della mia esperienza lavorativa in Sardegna. Mangiare è più che nutrirsi, attraverso i piatti mi piace raccontarmi”.
Nuova veste anche per un abbinamento classico come le patate e la verza, che stavolta si trasformano in gnocchi con ripieno di verza su brodo di verza e spuma di formaggio di capra, e per un altro tipico come la scarola “mbuttunata”, servita con salsa di olive nere, aglio dolce, bagnetto verde e colatura di pinoli.
Tra i dolci si fa spazio, in maniera elegante e delicata, il cremoso di provola con sorbetto ai friarielli e cialda di pane cafone caramellato. Un dolce non dolce, che strizza l’occhio al carrello dei formaggi.