A Bologna “la grassa”, dove non si contano i luoghi di ristoro per tutte le tasche, ci sono cucine e istituzioni che si prendono cura di chi non ha niente in tasca o non arriva a fine mese, anziani rimasti soli con pensioni minime, famiglie in difficoltà, senza dimora, disoccupati, lavoratori precari, genitori separati, minori stranieri non accompagnati, migranti e bolognesi, la povertà non fa distinzioni e non ha più solo il volto di chi vive ai margini. È un’umanità invisibile, che in minima parte vive in strada e per pudore spesso non si rivolge ai servizi sociali dei quartieri o alle parrocchie.
Secondo i rilevamenti 2024 Eu-SILC (European Statistics on Income and Living Conditions), un individuo su dieci (10,1%) in Emilia-Romagna vive in famiglie a rischio di povertà o esclusione sociale. Circa 121 mila emiliano-romagnoli in più rispetto al 2023 si trovano a rischio, nonostante il dato sia molto inferiore alla media nazionale (23,1% nel 2024). La "nuova" povertà non riguarda più solo le fasce tradizionalmente vulnerabili, ma sta interessando anche persone e gruppi sociali che in passato erano considerati più sicuri.
Il numero di pasti erogati e di sporte alimentari distribuite nel 2024 dalle 6 principali mense e realtà assistenziali, confessionali e laiche, testimonia di fragilità e bisogni sociali piuttosto significativi: circa 350.000 pasti e 140.000 pacchi alimentari offerti nel 2024.
A questi dati si aggiungono le 1999 persone, 584 famiglie assistite nel 2024 (in 10 anni di attività 4.500 famiglie pari a circa 15.000 persone) dai 5 Empori Solidali - Case Zanardi (divenuti 6 nell’anno in corso) cogestiti dal Comune di Bologna, Dipartimento welfare e promozione del benessere di comunità, città che ha inserito nello statuto comunale il concetto di “ius Cibi”, riconoscendo il diritto a un'alimentazione adeguata come fondamentale per i cittadini, impegnandosi a renderlo concreto.
La Bologna solidale ha origini remote, ma per trovare un progetto organizzato bisogna riandare al primo sindaco socialista della città, Francesco Zanardi, ideatore dei "Negozi Zanardi", istituiti nel 1914 per tutelare da speculazioni sui generi alimentari la popolazione sfinita dalla guerra, e poi del Forno del Pane realizzato nel 1915, per garantire ai cittadini meno abbienti il pane a prezzo calmierato, un edificio imponente trasformato nel 2007 per ospitare MAMbo (Museo d'Arte Moderna di Bologna).
Durante il suo mandato (1914-1919) Zanardi fece anche acquistare al Comune due navi per assicurare l'approvvigionamento di grano dall'Argentina e carbone dalla Gran Bretagna.