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“Altre” cucine per la fame degli altri: mense caritative e cucine solidali a Bologna (Prima parte)

30/07/2025

“Altre” cucine per la fame degli altri: mense caritative e cucine solidali a Bologna  (Prima parte)

La rete di enti, associazioni assistenziali e pubblica amministrazione a Bologna ha messo al centro la persona che ha bisogno, offrendo un doppio nutrimento, materiale e morale

A Bologna “la grassa”, dove non si contano i luoghi di ristoro per tutte le tasche, ci sono cucine e istituzioni che si prendono cura di chi non ha niente in tasca o non arriva a fine mese, anziani rimasti soli con pensioni minime, famiglie in difficoltà, senza dimora, disoccupati, lavoratori precari, genitori separati, minori stranieri non accompagnati, migranti e bolognesi, la povertà non fa distinzioni e non ha più solo il volto di chi vive ai margini. È un’umanità invisibile, che in minima parte vive in strada e per pudore spesso non si rivolge ai servizi sociali dei quartieri o alle parrocchie.
 

Secondo i rilevamenti 2024 Eu-SILC (European Statistics on Income and Living Conditions), un individuo su dieci (10,1%) in Emilia-Romagna vive in famiglie a rischio di povertà o esclusione sociale. Circa 121 mila emiliano-romagnoli in più rispetto al 2023 si trovano a rischio, nonostante il dato sia molto inferiore alla media nazionale (23,1% nel 2024). La "nuova" povertà non riguarda più solo le fasce tradizionalmente vulnerabili, ma sta interessando anche persone e gruppi sociali che in passato erano considerati più sicuri.

Il numero di pasti erogati e di sporte alimentari distribuite nel 2024 dalle 6 principali mense e realtà assistenziali, confessionali e laiche, testimonia di fragilità e bisogni sociali piuttosto significativi: circa 350.000 pasti e 140.000 pacchi alimentari offerti nel 2024

A questi dati si aggiungono le 1999 persone, 584 famiglie assistite nel 2024 (in 10 anni di attività 4.500 famiglie pari a circa 15.000 persone) dai 5 Empori Solidali - Case Zanardi (divenuti 6 nell’anno in corso) cogestiti dal  Comune di Bologna, Dipartimento welfare e promozione del benessere di comunità, città che ha inserito nello statuto comunale il concetto di “ius Cibi”, riconoscendo il diritto a un'alimentazione adeguata come fondamentale per i cittadini, impegnandosi a renderlo concreto. 

 

La Bologna solidale ha origini remote, ma per trovare un progetto organizzato bisogna riandare al primo sindaco socialista della città, Francesco Zanardi, ideatore dei "Negozi Zanardi", istituiti nel 1914 per tutelare da speculazioni sui generi alimentari la popolazione sfinita dalla guerra, e poi del Forno del Pane realizzato nel 1915, per garantire ai cittadini meno abbienti il pane a prezzo calmierato, un edificio imponente trasformato nel 2007 per ospitare MAMbo (Museo d'Arte Moderna di Bologna).

Durante il suo mandato (1914-1919) Zanardi fece anche acquistare al Comune due navi per assicurare l'approvvigionamento di grano dall'Argentina e carbone dalla Gran Bretagna

A lui si ispirano oggi gli Empori Solidali aperti dal 2014 nell’ambito del Progetto Case Zanardi promosso dall’allora Istituzione per l’inclusione sociale e comunitaria “Achille Ardigò e don Paolo Serra Zanetti” del Comune di Bologna, ora Dipartimento Welfare e Promozione del Benessere di Comunità. Con Enrico Dionisio (dipendente comunale che fa parte del coordinamento delle Case Zanardi) abbiamo approfondito la conoscenza delle attività che vedono il Comune fortemente impegnato nel contrasto alle nuove povertà. Gli Empori Solidali funzionano in base a una cogestione pubblico-privato e il loro quotidiano funzionamento è anche in capo ad associazioni di volontariato. Alla nascita del progetto, venne costituita un’associazione di secondo livello “Pane e solidarietà” con il supporto e la supervisione del centro servizi VOLABO (Centro servizi per il volontariato, città metropolitana di Bologna). Due anni fa è stato attivato da parte del Comune di Bologna un percorso di coprogettazione che ha portato alla stipula di un “Patto di collaborazione” TRA QUESTO E diverse realtà del terzo settore per la cogestione di una Casa Zanardi in ogni quartiere. VOLABO si occupa fin dall’inizio, nel 2014, di reclutamento e formazione di volontari e coordina, su mandato della Città Metropolitana,  gli aspetti operativi del progetto “Un piatto per tutti del Fondo di Comunità Metropolitano, finalizzato a rafforzare la capacità di risposta delle reti distrettuali che si occupano di contrasto alla povertà e allo spreco alimentare.

Gli Empori Solidali accolgono famiglie in difficoltà economica, con fragilità lavorativa, abitativa o sociale che possono accedervi esclusivamente su segnalazione dei Servizi sociali territoriali per ricevere per un anno a titolo gratuito prodotti alimentari a lunga conservazione, prodotti per l’igiene della casa e la cura della persona. Presso gli empori, le associazioni che partecipano al progetto promuovono anche azioni volte a favorire e accrescere le capacità relazionali, linguistiche, e le competenze informatiche delle famiglie beneficiarie e della cittadinanza.

Gli Empori solidali - Case Zanardi attualmente aperti sono sei, uno in ogni quartiere di Bologna.

“Altre” cucine per la fame degli altri: mense caritative e cucine solidali a Bologna  (Prima parte)

Le mense caritative e solidali operanti a Bologna sono collegate con gli Empori Solidali in una “rete del fare” in cui vengono scambiate le eccedenze, costituendo un sistema di vasi comunicanti basati sul mantra “nulla si spreca, tutto si condivide”.

Gli Empori ricevono i prodotti da numerose donazioni di aziende del territorio, tra le quali figurano, oltre a Granarolo, alcuni marchi della grande distribuzione a partire da COOP Alleanza 3.0 E COOP RENO che furono i primi, dieci anni fa, seguiti da NORDICONAD e altri, ad aprire le proprie porte alle centinaia di volontari che effettuano periodiche raccolte alimentari presso i punti vendita. per ogni giornata di di raccolta alimentare presso la GDO bolognese sono donate 11-12 tonnellate di prodotti che vengono stivati nel magazzino centralizzato degli Empori Solidali per essere successivamente in parte redistribuiti a seconda delle necessità di ciascuna delle associazioni che hanno partecipato alle raccolte alimentari. 

Altro importante donatore per gli empori solidali è la Fondazione Banco Alimentare ETS che, ogni anno, distribuisce ai 6 Empori Solidali decine di tonnellate di prodotti alimentari in quantità proporzionali al numero di persone assistite. 

Infatti, circa il 40% delle forniture di beni alimentari distribuiti dagli Empori Solidali proviene dal Banco Alimentare. Sono sia prodotti industriali di prossima scadenza o con problemi di imballaggio, etichettatura o packaging, conferiti alla Fondazione in forma di donazione, sia prodotti del Fondo Sociale Europeo (FSE Plus) appositamente confezionati e quindi non commerciabili ma in tutto e per tutto qualitativamente identivci a quelli normalmente in vendita.

Il Progetto Case Zanardi “” collabora anche con la Fondazione San Petronio, Onlus della Caritas che a Villa Pallavicini, in via Marco Emilio Lepido, sempre nell’ambito del piano FSE, ha in gestione la distribuzione a parrocchie, enti e associazioni assistenziali, di 30mila quintali di prodotti ortofrutticoli distribuiti ogni anno e che a loro volta vengono ridistribuiti a migliaia di indigenti.

“Altre” cucine per la fame degli altri: mense caritative e cucine solidali a Bologna  (Prima parte)

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Nella seconda e terza parte parleremo delle sette principali mense attive a Bologna: Mensa della fraternità e Mensana (Caritas Diocesana), Mensa di Santa Cecilia, Mensa padre Ernesto (Antoniano), Mensa padre Gabriele Digani (Opera Padre Marella), Comunità di Sant’Egidio, fino alle laiche Cucine Popolari (CIVIBO Onlus).

a cura di

Bruno Damini

Giornalista scrittore, amante della cucina praticata, predilige frequentare i ristoranti dalla parte delle cucine e agli inviti nei salotti preferisce quelli nelle cantine. Da quando ha fatto il baciamano a Jeanne Moreau ha ricordi sfocati di tutto il resto.

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