Ma in conclusione, dunque, come sarà il domani?
L’ultima parola a Roberto Carcangiu, Presidente di APCI: Cosa ti auguri che la cucina italiana del domani sappia ancora insegnare al mondo?
“Per far sì che la cucina italiana continui ad esistere, secondo me, c'è proprio bisogno di tornare ai fondamentali: per essere seguiti dobbiamo essere credibili, dobbiamo essere attendibili, dobbiamo fare in modo con il nostro esempio quotidiano di creare le condizioni per cui diventi proficuo fare esattamente quello che facciamo noi.
Nelle scuole dobbiamo parlare a ragazzi di quattordici, quindici, sedici anni che hanno bisogno di essere accompagnati, perché entrano in un territorio che a loro è totalmente sconosciuto, in piena rivoluzione ormonale, che siano maschi o femmine.
Quando noi eravamo giovani i nostri chef cosa facevano? È vero che spesso erano molto duri con noi, ma ci insegnavano a guardare in faccia il mondo, ci diffidavano dalle apparenze e stimolavano alla concretezza. Cioè erano, passatemi il termine, dei genitori.
Dobbiamo ritornare a fare probabilmente un po' meno le star e un po' più di artigiani. E poi, abbiamo bisogno di politici che ascoltino quando facciamo proposte perché sennò abbiamo perso la cucina italiana, che è artigianato. Corriamo il rischio che quello di cuoco sia l'ultimo mestiere artigiano definito tale”.