Il vostro impasto è davvero di una leggerezza assoluta; come siete arrivati a ottenerlo?
“È uno studio che non finisce mai, ogni giorno c’è il dubbio che ci tiene allertati. Questo significa lavorarci per tanto tempo, capire il ruolo di proteine e amidi, gestire il forno con cotture lente per non fare del male agli impasti. Un impasto di facile gestione cuoce più velocemente mentre il nostro genera ricadute sul servizio che si fa, per forza, più lento, con un numero di tavoli che deve essere proporzionale e quindi minori; pizze che, se non sono perfette, finiscono nel cestino”.
Come insegni ai ragazzi queste regole?
“Coinvolgendoli in ogni singolo aspetto della gestione. Bob non per caso è l’acronimo di Band of Brothers. I ragazzi che ci accompagnano dall’inizio li abbiamo assunti non per competenze acquisite ma per il tipo di sensibilità che riuscivano a far trasparire. Un lavoro non facile all’inizio, fatto di sfaccettature, dove cerchiamo di far emergere la loro visione etica dl lavoro. Crediamo, infatti, che tutelare gli interessi anche dell’azienda in cui lavori e ti trovi bene voglia dire tutelare sé stessi”.
La domanda sorge spontanea: come siete riusciti a creare una squadra di collaboratori che sembrano i proprietari del locale, tanto ci tengono a fare bella figura davanti agli ospiti?
“Tutti loro sono consapevoli che possono influenzare l’ambiente circostante. Lo fanno perché ci credono e sono orgogliosi del posto in cui si trovano. Come abbiamo fatto? Oggi, nella maggior parte dei casi, si fa leva sui numeri di un format; noi abbiamo scelto un’altra strada, abbiamo fatto un percorso di crescita condividendone ogni dettaglio. Questo ci ha resi un po’ brothers: ognuno aiuta l’altro quando è in difficoltà, quando in una serata non è in forma, per problemi suoi, gli altri sopperiscono senza far pesare alcunché. Da Bob Alchimia abbiamo ben presente il concetto di comunità e lo applichiamo ogni giorno, anche se a volte ci sono state delusioni ma il saldo è positivo”.
Una scelta molto precisa che avete fatto è stata lavorare, per il 90% dei casi, con distributori, artigiani e agricoltori locali. Perché?
“Per raccontare la Calabria ma siamo solo agli albori del percorso. Il pregiudizio che circonda questa regione deve sparire, dobbiamo raccontare ad alta voce la nostra grande biodiversità data da due mari che circondano il territorio, da cinque catene montuose, da una miriade di piccoli paesi custodi di una storia millenaria e dalle persone, quelle brave, che sono tante. Vogliamo parlarne perché ha una ricchezza straordinaria, mai raccontata abbastanza. La Calabria deve essere pensata come una tela bianca su cui depositare i propri sogni. È un obbligo, una nostra responsabilità”.
Parlami del Bob Fest, la manifestazione che organizzi ogni anno sul tuo territorio: perché hai fatto questa scelta?
“Prima eravamo noi ad andare in giro per l’Italia, con il nostro furgone, ci chiamavamo Alchimisti per amore, facevamo due aziende e due professionisti ogni giorno, li documentavamo con dei video messi in rete. Nel 2019, invece, abbiamo dato vita al Bob Fest, l’ho fatto durante la malattia che si è portata via mio padre, per dare sfogo al grande dolore che mi attanagliava. L’idea di un evento benefico che avrebbe portato in Calabria persone che non c’erano probabilmente mai state erano i due obiettivi di base. L’ultima edizione, lo scorso anno, è stata grandiosa: 300 professionisti in un parco archeologico per far conoscere le loro cucine e per conoscere meglio questa regione. Quest’anno, dal 28 al 30 giugno, il Bob Fest si svolgerà a Roccella Ionica, con 400 professionisti da ogni parte del mondo e 3.000 persone che partecipano. Sarà quello il limite massimo che ci siamo dati per gestire al meglio l’evento che sarà in collaborazione con l’AIRC. La cosa che mi riempie di gioia è che, dopo aver lanciato il Bob Fest, nei locali dei miei colleghi in Italia e all’estero si trovano i prodotti calabresi che hanno scoperto quando sono venuti. Per fare tutto questo devo ringraziare di cuore mia moglie Anna, una donna straordinaria che è sempre riuscita a farmi rialzare nei momenti di crisi”.