Andrea De Bastiani è chef, sua moglie Lisa in sala condivide con lui il lavoro in un luogo che a Vicoforte (Cuneo) è ormai simbolo del territorio e della sua storia. Il Ristorante Pizzeria Rio Della Plata prende nome dalla famiglia che detiene la proprietà dagli anni Sessanta e ne ha diretto la gestione trasformando un semplice ritrovo lungo la statale in un locale accogliente, rinomato per la buona cucina, la pizza gustosa e l’accoglienza calorosa.
“I familiari di Lisa sono ormai prossimi alla meritata pensione e noi, insieme, abbiamo deciso di investire il nostro futuro nel locale: – racconta Andrea De Bastiani - ci stiamo lavorando, e poco a poco prenderemo in mano le redini dell’attività. Ci troviamo in una fase di transizione, stiamo elaborando idee, studiando progetti perché vogliamo continuare e portare avanti il lavoro di tanti anni e di tante persone che qui hanno trascorso la loro vita e creato un luogo dalle grandi potenzialità”.
È il 1962 quando inizia la storia del Rio Della Plata, sul posto c’è un distributore di benzina con bar ristorante annesso; un luogo molto frequentato, che diventa presto popolare. Negli anni Ottanta l’idea della pizzeria e inizia la trasformazione; il viavai di gente è continuo, la posizione di passaggio molto favorevole; il successo sicuro. Da lì l’iniziativa di convertire la gestione in Pizzeria Rio Della Plata, ambiente accogliente, cucina tradizionale, un simbolo per la località e i suoi abitanti.
Siamo negli anni 2020 più o meno e il mondo è sconvolto dalla pandemia, ed è a questo punto che Lisa, terza generazione della famiglia Rio Della Plata, e Andrea, che nel frattempo si sono incontrati e uniti, fanno la scelta di fermarsi a Vicoforte e lavorare nel locale di famiglia.
Giovani ma hanno entrambi alle spalle una lunga esperienza nel mondo della ristorazione, Lisa in sala e Andrea in cucina. Si conoscono da quando erano poco più che ragazzi e hanno lavorato in ristoranti e hotel: “Un’esperienza – racconta Andrea – che ci è servita e abbiamo messo in pratica; un impulso a portare delle novità, come è giusto che sia in un confronto tra generazioni. Io ho 34 anni e mia moglie ne ha 30, ci siamo resi conto che c'era bisogno di rendere più contemporanea l'attività, più moderna e dinamica. Senza cancellare il lavoro di 60 anni, naturalmente, perché i nostri clienti sono i figli che prima venivano con i genitori. E c’è una tradizione da tramandare: ci sono piatti che rimarranno gli stessi e ci sarà qualche modifica al menù. Per esempio ho introdotto il pesce, abbiamo modificato la carta dei dolci, abbiamo fatto qualche investimento sull’attrezzatura per rendere il lavoro più fluido, ottimizzare le tempistiche”.
Un percorso in crescita, che non vuole cancellare il passato ma migliorare il futuro, per restare al passo con le esigenze della società, mantenere la posizione seguendo le abitudini contemporanee. Fa parte di questa crescita la decisione di far parte dell’Associazione Italiana Celiachia e offrire pizze senza glutine; e un menù più fluido, più ricco.