Cerca

Premi INVIO per cercare o ESC per uscire

César Ritz: l’inventore dell’ospitalità moderna

13/12/2025

César Ritz: l’inventore dell’ospitalità moderna

Dall’intelligenza e savoir-faire leggendari, lo svizzero César Ritz (1850 -1918) percorse tutti i gradini di una gloriosa carriera alberghiera. Questa straordinaria storia, però, non sarebbe stata scritta senza il fortunato incontro con Auguste Escoffier (1846-1935), uno dei più grandi chef della storia. Insieme ridisegnarono l’hotellerie e la cucina moderna

È nel pieno della spumeggiante Belle Époque, il periodo delle grandi trasformazioni sociali, economiche e scientifiche, delle Esposizioni universali e dello sviluppo della ferrovia, che l’élite europea prese l’abitudine di villeggiare, lasciando le lussuose abitazioni cittadine, ricercando, altrove, il medesimo sfarzo e comfort. Nacquero così i primi grandi hotel in località termali come Vichy e Plombières, di mare come Cannes, Biarritz e Deauville, ma anche in pittoreschi paesini di montagna e di lago, all’inizio in Francia e, successivamente, in tutta Europa. Era, infatti, necessario creare delle strutture alberghiere all’altezza di ospitare le teste coronate di tutta Europa, gli eleganti aristocratici, i ricchi borghesi e i grandi artisti di fine ‘800, abituati ormai a viaggiare per affari o per piacere, in queste nuove e affascinanti destinazioni dando inizio, di fatto, al turismo.

Ed è proprio in questo contesto che iniziò la fortuna di César Ritz, l’uomo che costruì un vero e proprio impero del lusso.

Una vita al servizio dell’ospitalità

 

Fu lunga ma coronata da successi la gavetta di Ritz. Difficile da immaginare ma, di modesta famiglia contadina, nato nel villaggio svizzero di Niederwald, da bambino fu anche un pastore di capre. Il suo primo contatto con l’ospitalità fu servire ai tavoli in una locanda a Sion, in Svizzera, da dove venne cacciato perché il proprietario della taverna considerò César senza talento per il settore alberghiero.

Vista l’imminente Exposition universelle del 1867 lasciò la Svizzera per Parigi. Iniziò come cameriere in alcuni ristoranti e come servizio ai piani in hotel parigini: tra il 1869 e il 1872 lavorò come maître d’hôtel al Café Voisin di Parigi, celebre anche perché, in una Parigi assediata e resa alla fame dai Prussiani, nel 1870 venne servita carne di elefante, di cammello e di canguro, ossia gli animali del vicino zoo. Qui Ritz entrò in contatto con personaggi illustri della clientela internazionale come il Principe di Galles e Sarah Bernhard. Da buon osservatore ne studiò il modo di esprimersi, di vestire, di comportarsi in società, facendone tesoro, forgiando il suo buon gusto e la sua proverbiale cura dei dettagli. Questa frequentazione gli fece anche capire come poter soddisfare i loro capricci e desideri.

Nel 1872 era già responsabile del ristorante del Grand Hotel di Nizza e nel 1874, all’età di 25 anni, fu nominato direttore del Grand Hotel National di Lucerna, luogo leggendario, rifugio, dalle catastrofi politiche del periodo, di ricchi finanzieri e reali europei. Divenne, poi, direttore del celebre Grand Hotel di Monte Carlo dove nel 1884 avvenne l’incontro fortunato con Escoffier, il grande chef, già molto conosciuto. Ritz, allora direttore dell’illustre hotel, riconobbe in Escoffier il genio culinario che poteva completare la sua visione di un’ospitalità senza pari. La loro collaborazione fu immediata e caratterizzata da un impegno condiviso per l’eccellenza, una maniacale cura dei dettagli e l’innovazione: rappresentarono il migliore servizio e la migliore cucina al mondo, per la prima volta, insieme. 

Il sodalizio di questi due grandi professionisti durò tutta la vita, segnando una delle tappe più importanti dell’ospitalità. 

River Restaurantpresso The Savoy LondonRiver Restaurantpresso The Savoy London

 

I primi grandi hotel iconici 

La loro prima vera grande impresa fu al Savoy Hotel di Londra nel 1890, dove Ritz assunse la direzione generale ed Escoffier divenne, diremmo oggi, executive chef. Fu questo un vero e proprio palcoscenico per entrambi, dove dimostrarono le loro idee rivoluzionarie su larga scala. Sotto la loro guida, il Savoy fu completamente trasformato, diventando in soli sette anni un simbolo di charme e un punto di riferimento per l’élite europea. Ritz introdusse alti standard di servizio: la sua filosofia prevedeva che l’esperienza di un ospite dovesse essere impeccabile dall’arrivo alla partenza. Escoffier rivoluzionò invece l’organizzazione della cucina con l’introduzione delle “brigate” e una maggiore professionalità nel servizio in sala grazie anche a splendide porcellana, cristalleria, biancheria e a un intero schieramento di sommelier, camerieri e assistenti, sotto l’attenta supervisione di un maître capace.

Nel 1897 un ingiusto scandalo di ammanco di denaro obbligò alle dimissioni César Ritz, ma la formidabile coppia non si perse d’animo e rimase unita. 

Hotel Ritz: un nuovo standard per il lusso

Il punto culminante della visione di Ritz fu l’apertura dell’Hotel Ritz a Parigi nel 1898  al celebre indirizzo, tutt’ora noto in tutto il mondo, 15 di Place Vendôme. L’hotel divenne immediatamente un emblema del lusso moderno, combinando eleganza, comfort e modernità. Fu tra i primi ad avere i telefoni, l’elettricità e bagni privati in ogni stanza, tutti servizi assolutamente innovativi per l’epoca, assieme a un nuovo concetto di ristorazione d’hotel, come, diremmo oggi, destinazione gourmet. 

L’albergatore svizzero immaginava il Ritz Hotel come un luogo in cui i ricchi e l’élite potevano godere dei più alti livelli di comfort e raffinatezza. Il sistema di accoglienza metteva al centro l’ospite, chiunque egli fosse: la sua filosofia di servizio, riassunta nella celebre frase “il cliente ha sempre ragione”, divenne un principio fondamentale per tutto il mondo alberghiero. Dalla leggendaria memoria, fu il primo a utilizzare le informazioni personali dei suoi clienti come i loro gusti, gli onomastici e gli anniversari per offrire loro un’esperienza memorabile.

Tra i primi diede dignità al servizio con la sua frase “Signore e signori che servono signore e signori” espressione del suo impegno verso dipendenti e clienti. Alla base della formazione del personale vi erano la cortesia, la discrezione e l’attenzione.

Il suo occhio attento per i dettagli e la sua ricerca della perfezione furono alla base del design dell’hotel, curato dal celebre architetto francese Charles Mewès (1858 -1914), un insieme di design classico e comfort all’avanguardia, dagli interni opulenti ma accoglienti. Ritz ridefinì anche il concetto di alloggio, creando camere più ampie con arredi eleganti secondo le preferenze dei clienti dell’epoca, eliminando le carte da parati e le pesanti e scure tende, sostituendole con quadri e tessuti più leggeri e più facili da lavare. Pareti in stucco bianco, tappeti antichi, opere d’arte e l’ingresso trionfale accoglievano i numerosi ospiti.

L’élite internazionale coniò il termine “ritzy” per descrivere qualcosa di “estremamente chic”: l’hotel divenne leggendario, un simbolo di esclusività, ricco di storie, aneddoti e miti di tutti i grandi personaggi che vi soggiornarono, alla base degli standard e delle pratiche per le generazioni future.

The Carlton Hotel restaurant in London circa 1899The Carlton Hotel restaurant in London circa 1899
Why the old Ritz-Carlton Hotel in New YorkWhy the old Ritz-Carlton Hotel in New York

The Carlton Hotel

 

Ritz tornò, quindi, a Londra per fondare il Carlton Hotel nel 1899 dove con Escoffier introdussero per la prima volta il servizio in camera e il sistema di menu à la carte dando agli ospiti la libertà di scegliere i propri pasti, migliorando la loro esperienza culinaria e stabilendo un precedente per i menu moderni. In seguito aprì altri hotel Ritz, inclusa la catena americana, con il Ritz-Carlton di New York inaugurato nel 1907. L’obiettivo era di portare a New York un’idea di accoglienza tipicamente europea, con una “ristorazione continentale di una perfezione squisita mai sognata in America” e “una sobria eleganza negli arredi e nel servizio.” All’interno del ristorante, le donne potevano, addirittura, fumare in pubblico.

 

Eredità di Ritz e Escoffier

Nel 1906, a seguito di una profonda depressione dalla quale non si riprese fino alla sua morte, Ritz smise di lavorare ma Escoffier rimase fedele all’azienda fino al suo pensionamento, avvenuto nel 1920.

Il connubio tra César Ritz e Auguste Escoffier fu più di una semplice collaborazione, l’incontro di due menti visionarie che ridefinirono i campi dell’ospitalità e delle arti culinarie. Alla base, una sincera stima reciproca. 

The Ritz-Carlton Hotel Company LLC  fondata nel 1983, quando i precedenti proprietari vendettero il marchio Ritz-Carlton e il Ritz-Carlton Hotel, è oggi parte di Marriott International.

Il celebre Hotel Ritz di Parigi nel 1979 venne venduto dalla famiglia Ritz al magnate egiziano Mohamed Al-Fayed. È oggi di proprietà di un fondo anonimo del Qatar.

a cura di

Alessia Cipolla

Architetto, food designer e storica della tavola, ha fondato nel 2009 La Costruzione del Gusto, un gruppo multidisciplinare che realizza architetture e design per il mondo del gusto e con gusto. Cura e organizza “Note di pranzi - I menu nella storia”, una mostra itinerante che espone una tra le più importanti collezioni private italiane di menu storici.

Condividi