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Corte Bravi

20/11/2024

Corte Bravi

Qual è l’unico senso che rimane defilato mentre si degusta un vino? 

Se siete assidui frequentatori delle degustazioni o se ogni giorno aprite bottiglie per i vostri clienti non dovreste fermarvi nemmeno un secondo a pensare: è l’udito. Aprite ora una bottiglia con la scusa di volerci fare caso. Probabilmente a questo punto inizierete a prestare attenzione ai suoni che accompagnano quel momento: il tappo che scocca, il vino che sgorga nel bicchiere, la bollicina che sale più o meno agilmente rinfrancando la bevuta. Si generano dei suoni veri, rassicuranti, spesso accompagnati dalla curiosità di scoprire cosa si cela dentro a quella bottiglia.
“Parlando di vino, però, c’è anche un altro tipo di ascolto” ci dice Andrea Brunelli, produttore di San’Ambrogio di Valpolicella (nella parte occidentale della Valpolicella Classica) che conduce la sua azienda, Corte Bravi, con il fratello Ivano. Sono loro i protagonisti di questa puntata della rubrica.

 

Ascolto, cura e rispetto

Il motto dei fratelli Brunelli è aver ascolto, cura e rispetto. Parole semplici ma potenti, di cui ci si può riempire in abbondanza, come insegna la comunicazione contemporanea. La questione è però essere in grado di ottemperarle.
“L’ascolto ha un ruolo importante nella nostra azienda ma anche nella vita che sta al di fuori dell’ambito lavorativo. Ed è proprio lì, probabilmente, che risiede il cardine della nostra attività. Faccio un passo indietro per raccontarti come è cambiata la nostra azienda in questi tredici anni” inizia così Andrea, che non risparmia mai modi gentili anche quando lo si va a trovare in cantina.
“Corte Bravi nasce nel 2011. Io ed Ivano siamo legati, per familiarità, alla passione di fare il vino. Abbiamo sempre pensato che per svolgere questo mestiere ci fosse bisogno di prendersi delle responsabilità, di aver cura dell’uva e del territorio in cui abitiamo. È proprio ragionando su questi termini nel 2015 abbiamo intrapreso il percorso di certificazione biologica. Ci siamo resi conto che le nostre famiglie e i nostri figli sarebbero cresciuti tra i vigneti che coltiviamo e questo ci ha dato ancora più stimolo ed entusiasmo nel salvaguardare la nostra terra. Così hai capito perché nelle nostre etichette è messa in evidenza una coccinella, simbolo della lotta biologica e della biodiversità”.
Gli appezzamenti di Corte Bravi sembrano comporre un piccolo anfiteatro naturale, composto da vigneti, ulivi e qualche albero da frutto. Il tutto è adagiato su un terreno calcareo-argilloso, con un ottimo drenaggio. Mentre la cornice, gli spalti dell’anfiteatro, per intenderci, presentano un caratteristico tufo giallo. Tra un filare e l’altro compaiono solo distese d’erba e fiori di stagione. È un campo gioioso, in salute, quello su cui si muovono Andrea e Ivano.
“Per noi avere cura e rispetto significa prima di tutto eliminare del tutto l’utilizzo di pesticidi in campo, e poi utilizzare solo acqua piovana e avvalerci di energie rinnovabili. Ma soprattutto ai nostri vigneti non chiediamo nulla di più di ciò che le viti possono darci. Siamo convinti che dare ascolto significhi capire la natura e non sottometterla, non forzarla mai. Questo genera piacere e benessere anche in noi, nelle nostre vite”. Poco dopo esce spontanea la frase, in controtendenza rispetto a chi parla solo di annate: “Personalmente la soddisfazione più grande che traggo da questo lavoro è passeggiare tra i vigneti e accompagnare chi ci viene a farci visita”. 

Corte Bravi

La scelta del vino conviviale
Le precise scelte in campo sono affiancate da scelte altrettanto mirate in cantina. Il tutto rispettando un proposito che rende Corte Bravi un’azienda singolare in Valpolicella.

“La nostra idea è quella di produrre vini comprensibili e conviviali, ma anche autentici e sinceri, a partire dalle uve tipiche di questa zona, ossia Rondinella, Corvina, Corvinone, Molinara e Oseleta. Perseguiamo l’idea di vini dalla beva facile, come quelli che si era soliti consumare in questa zona prima che il trend della Valpolicella prendesse strade precise, con l’exploit del Ripasso e dell’Amarone. Con piacere constatiamo che queste scelte vengono comprese e apprezzate sia dal mercato nazionale che internazionale, su cui siamo presenti soprattutto nel canale Horeca”.
Come sempre non ci soffermeremo su ciascuna etichetta (questo lavoro lo lasciamo a voi e alla vostra curiosità di conoscere e scoprire il produttore!) ma è importante sottolineare una scelta dei fratelli Brunelli: nobilitare il più possibile il Valpolicella, un vino considerato dai più ‘di ingresso’ ma in realtà, se ben lavorato, capace di gratificazioni enormi. Ed è proprio il Valpolicella ad esprimere al meglio la vocazione del territorio, secondo Andrea e Ivano, più che la capacità evolutiva dell’uva lavorata in appassimento per produrre l’Amarone.
Da Corte Bravi seguono una linea dritta e armonica, ma non si risparmiano nemmeno ponderate esplorazioni.

“Per noi la fermentazione è in ogni caso spontanea, sui propri lieviti indigeni, senza l’uso di additivi di sintesi, con bassi solfiti o esenti. I vini vengono messi in bottiglia non filtrati. E questi sono i punti inamovibili. Poi in questi anni ci siamo anche concessi dei test. Per esempio il Corvinone in purezza, rosato e frizzante, nato dalla rifermentazione in bottiglia. Con le uve Corvina invece abbiamo testato l’affinamento in anfora; non per diletto o per moda, sia chiaro, ma perché sembra predisposto ad esiti speciali. È il nostro Scatto”.

Corte Bravi

La voce della musica

Parlavamo di ascolto, un po’ filosofeggiando nelle righe iniziali, giusto? 

C’è un altro tipo di ascolto da cui non si può esimersi quando si incontrano Andrea e Ivano. E lo si capisce dopo aver messo piede nella saletta di degustazione, dove oltre a bottiglie e foto rappresentative troneggia anche un gira dischi e tantissima buona musica da degustare.
“La mia passione per la musica, in particolare per il rock, la devo a mia moglie Fabiana” ci confessa Andrea.
“Ho sempre trovato una connessione tra queste due mondi. Sono affascinato dal fatto che un vino, come un brano, siano unici e possano accompagnare un momento speciale, irripetibile, della nostra vita. La musica è anche lo strumento con cui cerco di spiegare i nostri vini ad alcuni clienti, o persone di passaggio, specie quando non sono del settore e vengono solo per il piacere di scoprire e avvicinarsi alla nostra azienda. Quando c’è un’arte di mezzo spesso si creano delle connessioni, il linguaggio diventa più facile e comprensibile. Tutto si armonizza”.

Se volete avere un primo assaggio, pardon un primo ascolto, e divertirvi, andate a questa pagina del loro sito (https://www.cortebravi.com/i-nostri-vini/) o, meglio ancora, prendete la rotta per San’Ambrogio di Valpolicella!

 

 

Corte Bravi
a cura di

Giulia Zampieri

Giornalista, di origini padovane ma di radici mai definite, fa parte del team di sala&cucina sin dalle prime battute. Ama scrivere di territori e persone, oltre che di cucina e vini. Si dedica alle discipline digitali, al viaggio e collabora con alcune guide di settore.
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