Orientamento in entrata: cosa succede in terza media
Solitamente una figura preposta all’orientamento prepara gli studenti alla scelta (test attitudinale e presentazione indirizzi). Tra fine ottobre e inizio gennaio, in vista dell’iscrizione alle superiori (ora denominate scuole secondario di secondo grado), si apre la possibilità di conoscere direttamente le scuole di interesse, attraverso open day (visita scuola e partecipazione a laboratori di indirizzo). Accade anche che siano le scuole stesse a fra visita agli studenti nelle loro sedi. Ma purtroppo non in modo sistematico e in certi casi su richiesta scritta. Eppure questo “andare verso” si rivela utile per far superare loro i pregiudizi, ricredersi e rivalutare percorsi che avevano già scartato a priori, senza nemmeno avere approfittato degli open day in programma.
In questa fase un grosso ascendente nelle scelte viene giocato dalla famiglia che, nutrendo non infrequentemente certe aspettative – potremmo dire ambizioni – per i propri figli, accade, e non di rado, che non ritenga il professionale idoneo funzionale alla brillante carriera che sogna per loro. Di fatto nulla toglie che chi ha veramente la propensione per lo studio scelga di proseguire con l’università anche dopo il diploma alberghiero (e con i brillanti risultati che abbiamo avuto modo di registrare). Al contrario, chi sceglie il liceo, contrae un impegno temporale non indifferente, senza ancora sapere se lo studio a lungo termine sarà la sua strada, con il rischio di interromperla anzitempo.
Quanto agli stessi docenti delle scuole medie, la cui formazione è perlopiù tutt’altro che tecnica e quindi lontana dalla sfera dei professionali, non è infrequente che giochino un ruolo non imparziale nell’orientamento, presentando questi istituti con leggerezza o, peggio, esprimendo parere negativo in merito ad eventuali intenzioni espresse dai ragazzi.
Non possiamo dimenticare il nostro scambio con una docente di lettere, P.G., di un alberghiero veneto che per tanti anni ha insegnato alle scuole medie “L’istituto alberghiero – ci ha confessato candidamente - per me è stato una vera scoperta. Mi sono trovata di fronte a un dinamismo a cui non ero abituata, un nuovo modo di fare scuola che non è il banco. Se penso che io e i colleghi orientavamo i ragazzi alla scelta di questa scuola quando non c’erano più chances... Da quando invece lavoro qui mi sono resa conto che non è vero. L’organizzazione del loro tempo scuola è dilatata su quello che è il mondo lavorativo. È un ambiente dinamico, bellissimo!”.
Anche il gruppo dei pari gioca la sua parte, cioè capita che i ragazzi si condizionino fra loro nelle stesse scelte, per non interrompere la loro frequentazione.