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Cos’è essenziale per favorire il turismo in Italia

14/06/2026

C’è una domanda che necessita di rapide risposte se vogliamo davvero sostenere che il turismo è essenziale per il nostro Paese.
Quali strumenti, o quali sinergie, soluzioni, azioni si possono adottare per affrontare il problema della formazione del personale aiutando, in questo modo, a generare qualità nell’accoglienza?

Non è una domanda retorica, le strutture di ospitalità italiane sono ancora, in larga parte, di dimensioni ridotte, quasi familiari, e questo rende faticoso l’orientamento verso un percorso formativo. Ne ho avuto conferma anche in occasione di un mio ultimo soggiorno presso un piccolo hotel che aveva caratteristiche piacevoli e contemporanee: un piccolo hotel boutique gestito da una signora che sapeva fare molto bene il suo lavoro ma il personale aveva lacune che emergevano evidenti, in sua assenza.

E siccome la qualità dei servizi degli hotel, in Italia, viene ancora dal lavoro delle persone, quelle persone vanno obbligatoriamente formate. 

Il fatto che non esista un solo corso di formazione per le house-keeping – uno dei mestieri più delicati tra i tanti che si svolgono in un hotel - è indicativo di quanta strada sia ancora necessario percorrere, giusto per fare un esempio.

Le strutture di piccole dimensioni devono essere aiutate e supportate in questo, con il sostegno delle associazioni di categoria, dei sindacati stessi. La nostra federazione può mettere a disposizione, grazie alla sua dimensione, professionisti in grado di trasferire esperienza e conoscenza ma prima di questo occorre un piano di formazione ben articolato, replicabile in qualsiasi parte d’Italia, frutto dell’utilizzo dei moderni sistemi tecnologici.

Sono necessari rapporti con le università, con la ricerca, per definire al meglio le motivazioni per cui un giovane decida di intraprendere studi e carriera nel settore dell’ospitalità; è necessario che l’alternanza scuola-lavoro diventi la normalità, affinché i giovani capiscano che c’è un percorso da seguire per raggiungere soddisfazioni nel nostro settore.
Non serve l’improvvisazione, è necessario interrompere la visione che il lavoro nell’ospitalità, per i giovani, sia prevalentemente l’occasione per guadagnare qualche soldo nel periodo degli studi, con le stagioni al mare o in montagna.

L’attrattività, anche dei corsi di formazione, deve diventare la principale e diffusa parola d’ordine quando si parla di professioni nell’accoglienza e nella ristorazione.

Solo rendendo attrattive queste professioni legate all’ospitalità, facendo sentire i giovani consapevoli del loro fondamentale ruolo, riusciremo ad avere strutture che, oltre ad essere belle esteticamente, diventino piacevoli da vivere in ogni loro parte.
Non dimentichiamo che il turismo, oltre a portare le persone in vacanza, è ormai un vero e proprio fenomeno sociale, fa convergere culture di ogni parte del mondo, fa incontrare le persone, i viaggi saranno sempre di più alla portata di tutti, grazie anche ai traduttori digitali che agevolano la comprensione. Nuove mete che ora non sono neppure sulla carta emergeranno e la concorrenza si farà sempre più sentire.
Quindi abituiamoci a parlare d’Italia quando affrontiamo la promozione verso i mercati esteri e non solo del proprio campanile!!



Angelo Grisolia

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