Nel XVI secolo, durante gli scambi coloniali, i conquistadores spagnoli non portarono la chufa nel Nuovo Mondo, ma riso, zucchero e cannella. Da questi ingredienti nacque una nuova versione, simile all’horchata, con il riso impiegato al posto del tubero. Ancora oggi l’horchata messicana tradizionale è a base di riso e cannella, anche se nel nord del Paese sono presenti varianti che riprendono l’utilizzo dell’orzo, come l’horchata de cebada. Nel tempo la preparazione si è arricchita di numerose interpretazioni che possono includere semi essiccati di melone, cocco e perfino avena.
Una volta diffusasi in tutto il Messico, la preparazione ha generato una miriade di varianti in America Latina. A Porto Rico e in Venezuela viene ancora preparata con semi di sesamo, mentre in El Salvador si utilizza il morro, un frutto verde dal guscio duro appartenente alla famiglia delle cucurbitacee. I semi, estratti dalla polpa ed essiccati al sole, vengono macinati e mescolati con spezie: oltre alla cannella si aggiungono noce moscata, semi di coriandolo e pimento. Il risultato, l’horchata de morro, è una versione più complessa e aromatica rispetto alla tradizionale messicana.
Ancora più distante dall’antenato europeo è l’horchata lojana dell’Ecuador, che deve il nome alla provincia di Loja. Di un vivace colore rosato, non prevede né cereali né frutta secca: è un’infusione di diciotto erbe e fiori, fra cui rosa, geranio, garofano, borragine e semi di lino. Escancel e amaranto rosso le conferiscono il colore caratteristico. Come per l’antica acqua d’orzo, anche questa preparazione è tradizionalmente associata a proprietà benefiche, a testimonianza di un legame mai del tutto reciso tra gusto e funzione terapeutica.
Mentre in America Latina l’horchata si trasformava e si moltiplicava, nel Vecchio Continente, dopo un periodo florido, le orzate cominciavano a passare di moda e, nel XVIII secolo, le vecchie preparazioni vennero progressivamente abbandonate in favore dell’orgeat, a base di mandorle. Dolcificato con zucchero, profumato con acqua di fiori d’arancio e servito freddo, questo drink divenne il rinfresco estivo più apprezzato nell’Inghilterra georgiana, raggiungendo il picco di popolarità durante l’epoca Regency.