Antica Osteria del Carugio
Addentrandosi nel "carruggio" (o
carugio), la via stretta che rappresenta il cuore del centro storico, costellata botteghe artigiane, negozi di prodotti tipici e locali storici, si arriva all’Antica Osteria del Caruggio, “
da noi destrutturata più che ristrutturata”, come dice scherzosamente Antonella, dal momento che si è lavorato per riportare alla luce i muri in sasso piuttosto che i soffitti originari. Anche i pavimenti sono stati mantenuti. A rompere è la modernità di colori decisi alle pareti, come il blu o il verde, in due sale, in armonico contrasto col sapore antico della struttura.
Di
Alessandro Greco, 30 anni, che qui è il padrone di casa, colpisce l’accoglienza garbata. C’è stile in questo giovane oste, che si muove leggiadro tra il grande bancone in legno e le sale, con l’occhio sempre attento a tutto. Si capisce che non lascia nulla al caso.
Cucina tradizionale ligure di qualità è quanto si è certi di trovare in menù in questo locale, dove non si può non citare quella che è sempre stata la sua specialità, la
Mescciüa, antica zuppa di ceci, fagioli e farro, nobilitata con olio extravergine e pepe nero macinato,
che affonda la sue radici nel Medioevo, quando l’osteria era luogo di incontro e scambio per abitanti, viaggiatori e commercianti.
Una ricetta nata prima degli anni '20 nelle famiglie dei portuali di La Spezia, che alla fine della giornata andavano a ripulire le stive delle navi e raccoglievano ciò che era uscito fuori dai sacchi per portarlo a casa: un po’ di fagioli, un po’ di grano e un po’ di ceci. Da questi avanzi usciva la
Mescciüa, che nel gergo locale significa mescolato. Fra le diverse proposte, in menù spiccano i pansoti, le barbotte o le trofie al pesto con patate e fagiolini, un interessante Cappon magro del Carugio e pure un’altra golosità: il latte dolce fritto.