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Devon contro Cornovaglia: quando una pasty e uno scone diventano una questione d'identità

15/06/2026

Devon contro Cornovaglia: quando una pasty e uno scone diventano una questione d'identità

Due contee vicine, due culture orgogliose e una rivalità che passa anche dalla tavola

Ad una prima lettura, le contee di Devon e Cornovaglia, situate nell’estremo sud-ovest dell’Inghilterra, potrebbero sembrare territori molto simili. Dal punto di vista paesaggistico condividono lunghe scogliere battute dal vento, brughiere selvagge e una forte tradizione agricola e marittima. Eppure il fiume Tamar, che ancora oggi segna il confine ufficiale tra i due territori, rappresenta molto più di una semplice divisione amministrativa.

La Cornovaglia possiede infatti una forte identità culturale distinta dal resto dell’Inghilterra, alimentata dalla rivendicazione delle proprie radici celtiche, da una lingua locale diversa dall’inglese e da una storia segnata da un maggiore isolamento geografico. Gli abitanti della Cornovaglia hanno spesso percepito il Devon come il rappresentante dell’Inghilterra propriamente detta, mentre il Devon ha tradizionalmente guardato alla Cornovaglia come a una sorta di parente un po’ eccentrica e testarda.

Nel corso dei secoli la competizione si è manifestata in diversi ambiti, dallo sport all’economia fino al turismo. Ma è soprattutto in cucina che questa rivalità assume contorni quasi epici, con una certa inclinazione, da entrambe le parti, a rivendicare la paternità di piatti tradizionali della regione. Due preparazioni, in particolare, sono diventate il simbolo di questa contesa: la pasty e il cream tea.

La Cornish pasty è probabilmente il piatto più famoso della Cornovaglia. Si tratta di una mezzaluna di pasta ripiena, tradizionalmente farcita con manzo, patate, rape e cipolle. Oggi è considerata uno dei simboli gastronomici britannici e dal 2011 gode della Indicazione Geografica Protetta dell’Unione Europea e del Regno Unito, che stabilisce che una vera Cornish pasty debba essere preparata in Cornovaglia secondo precise regole produttive. Per molti, questa certificazione sembrerebbe chiudere qualsiasi discussione. Eppure il dibattito sulle sue origini è più complesso di così. Secondo la versione più diffusa, la pasty nacque nelle comunità minerarie della Cornovaglia. Le miniere di stagno e rame che resero prospera la regione tra XVIII e XIX secolo impiegavano migliaia di lavoratori, i quali avevano bisogno di pasti pratici da trasportare sottoterra. La caratteristica forma della pasty, con la tipica piega sul bordo, avrebbe permesso ai minatori di afferrarla con le mani sporche di arsenico e altri metalli pesanti, per poi scartare la crosta esterna senza mangiarla. Nel Devon, però, la pensano diversamente. L’idea che il piatto appartenga esclusivamente alla cultura cornica è contestata da tempo e alcuni storici sostengono che preparazioni simili fossero diffuse in tutta l’Inghilterra sud-occidentale già prima del boom minerario della Cornovaglia. Una delle prove più citate è un documento del XVI secolo conservato negli archivi della tenuta di Powderham Castle, nel Devon, che menzionerebbe delle “pasty” servite alla nobiltà locale. Il punto, tuttavia, è che le ricette storiche differivano notevolmente da quella moderna. Come accade spesso nella storia della gastronomia, stabilire dove e quando una preparazione sia nata e quando si sia trasformata fino a diventare ciò che conosciamo oggi sono due questioni diverse. Anche molti studiosi favorevoli alla tesi del Devon riconoscono però che è stata la Cornovaglia a trasformare la pasty in un simbolo culturale, aggiungendola al proprio bagaglio identitario.

Ma se sulla pasty il dibattito riguarda soprattutto la paternità, sugli scones la disputa è una questione prettamente di metodo e riguarda il cream tea, una delle tradizioni più amate dell’Inghilterra meridionale. Come da perfetta tradizione inglese, si tratta di un momento semplice ma rituale: tè caldo accompagnato da scones appena preparati. Il loro ripieno è generalmente a base di confettura di fragole e clotted cream, una panna densa ottenuta attraverso un lento processo di riscaldamento del latte.Fino a questo punto Devon e Cornovaglia sono perfettamente d’accordo. Il problema nasce nel momento in cui bisogna assemblare il tutto.

Devon contro Cornovaglia: quando una pasty e uno scone diventano una questione d'identità

Secondo il metodo del Devon, lo scone va aperto e spalmato prima con la clotted cream e poi con la marmellata. In Cornovaglia, invece, avviene l’esatto contrario: prima la marmellata e poi la clotted cream. A un osservatore esterno può sembrare una differenza irrilevante, ma per gli abitanti delle due contee la questione è sorprendentemente seria. Ogni territorio sostiene che il proprio metodo sia quello autentico e storicamente corretto. I sostenitori della versione del Devon paragonano la clotted cream al burro e ritengono che, come qualsiasi altro grasso da spalmare, debba costituire il primo strato. I cornici ribattono invece che la consistenza particolarmente densa della loro clotted cream la renda più simile a una guarnizione finale, da adagiare sopra la marmellata. Negli anni il dibattito ha generato sondaggi, campagne promozionali e infinite discussioni sui giornali britannici, e persino alcuni membri della famiglia reale sono stati coinvolti, almeno simbolicamente, nella disputa.
 

Uno degli episodi più citati riguarda la visita dell’allora principe di Galles, oggi Re Carlo III, in Cornovaglia. Durante una tappa pubblica a Truro nel 2022, gli venne servito un cream tea. Le immagini diffuse dai media locali mostrarono Carlo mentre consumava lo scone secondo lo stile tipicamente “cornico” e il gesto venne interpretato da alcuni giornali come un possibile endorsement alla Cornovaglia. Di segno opposto, invece, alcune dichiarazioni del principe William, che in un’intervista radiofonica e durante alcune visite nel Sud-Ovest ha espresso una preferenza per il metodo “Devonshire”.

Devon contro Cornovaglia: quando una pasty e uno scone diventano una questione d'identità

In realtà, la pasty e gli scones raccontano qualcosa che va oltre la cucina. Sono il riflesso di un bisogno più profondo: preservare una storia locale in un mondo sempre più omogeneo. Rivendicare l’origine di un piatto significa rivendicare una parte della propria identità, trasformando una preparazione quotidiana in un simbolo culturale.

Per questo è difficile immaginare che Devon e Cornovaglia trovino mai un accordo definitivo. E forse è proprio questa incertezza a mantenere viva la disputa. Dopotutto, una pasty o uno scone possono sembrare dettagli minimi, ma nelle contee del sud-ovest inglese racchiudono secoli di storia, orgoglio locale e appartenenza territoriale. E sono proprio questi ingredienti, più ancora della marmellata o della clotted cream, a rendere la rivalità così difficile da digerire.

a cura di

Federico Panetta

Varesotto di origine, è come una biglia nel flipper dell'enogastronomia. Dopo la formazione alberghiera lavora in cucina e si laurea in Scienze Gastronomiche presso l’Università di Parma. Oggi si occupa di comunicazione gastronomica collaborando con diverse riviste di settore.
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