La Cornish pasty è probabilmente il piatto più famoso della Cornovaglia. Si tratta di una mezzaluna di pasta ripiena, tradizionalmente farcita con manzo, patate, rape e cipolle. Oggi è considerata uno dei simboli gastronomici britannici e dal 2011 gode della Indicazione Geografica Protetta dell’Unione Europea e del Regno Unito, che stabilisce che una vera Cornish pasty debba essere preparata in Cornovaglia secondo precise regole produttive. Per molti, questa certificazione sembrerebbe chiudere qualsiasi discussione. Eppure il dibattito sulle sue origini è più complesso di così. Secondo la versione più diffusa, la pasty nacque nelle comunità minerarie della Cornovaglia. Le miniere di stagno e rame che resero prospera la regione tra XVIII e XIX secolo impiegavano migliaia di lavoratori, i quali avevano bisogno di pasti pratici da trasportare sottoterra. La caratteristica forma della pasty, con la tipica piega sul bordo, avrebbe permesso ai minatori di afferrarla con le mani sporche di arsenico e altri metalli pesanti, per poi scartare la crosta esterna senza mangiarla. Nel Devon, però, la pensano diversamente. L’idea che il piatto appartenga esclusivamente alla cultura cornica è contestata da tempo e alcuni storici sostengono che preparazioni simili fossero diffuse in tutta l’Inghilterra sud-occidentale già prima del boom minerario della Cornovaglia. Una delle prove più citate è un documento del XVI secolo conservato negli archivi della tenuta di Powderham Castle, nel Devon, che menzionerebbe delle “pasty” servite alla nobiltà locale. Il punto, tuttavia, è che le ricette storiche differivano notevolmente da quella moderna. Come accade spesso nella storia della gastronomia, stabilire dove e quando una preparazione sia nata e quando si sia trasformata fino a diventare ciò che conosciamo oggi sono due questioni diverse. Anche molti studiosi favorevoli alla tesi del Devon riconoscono però che è stata la Cornovaglia a trasformare la pasty in un simbolo culturale, aggiungendola al proprio bagaglio identitario.
Ma se sulla pasty il dibattito riguarda soprattutto la paternità, sugli scones la disputa è una questione prettamente di metodo e riguarda il cream tea, una delle tradizioni più amate dell’Inghilterra meridionale. Come da perfetta tradizione inglese, si tratta di un momento semplice ma rituale: tè caldo accompagnato da scones appena preparati. Il loro ripieno è generalmente a base di confettura di fragole e clotted cream, una panna densa ottenuta attraverso un lento processo di riscaldamento del latte.Fino a questo punto Devon e Cornovaglia sono perfettamente d’accordo. Il problema nasce nel momento in cui bisogna assemblare il tutto.