Cerca

Premi INVIO per cercare o ESC per uscire

Dieta Mediterranea, moderna e sostenibile

31/03/2023

Dieta Mediterranea, moderna e sostenibile

È la sola ricetta in grado di riparare i danni prodotti dalla bulimia consumistica. Da quell’opulenza spalmata come burro sulla vita del cittadino globale che ha finito per ostruire le coronarie del primo mondo. Appesantito dall’accumulo delle scorie del benessere, da un eccesso di residui non più metabolizzabili. Proprio come le montagne di rifiuti che assediano le nostre città. È come se la salute del nostro corpo fosse diventata la cartina tornasole della salute del pianeta

Tratto da “Non tutto fa brodo” di Marino Niola

 

Un’etichetta nuova per una dieta antica”, è così che l’UNESCO definisce la Dieta Mediterranea. Uno stile di vita, piuttosto che un modello fatto di tabelle nutrizionali. In effetti, è proprio questa sua fluidità a renderla sempre attuale, tanto che la sua efficacia non è mai stata messa in discussione sin da quando – negli anni Sessanta - gli scienziati americani Ancel e Margaret Keys la battezzarono. Misero radici nel borgo di Pioppi, nel Cilento costiero, dove per quarant’anni tornarono dalla loro casa in Minnesota e dai molteplici viaggi di lavoro. E da lì la osservarono, la vissero, la studiarono.
 

Palazzo VinciprovaPalazzo Vinciprova

I principi della Dieta Mediterranea
Vivere bene e a lungo: è questa la promessa della Dieta Mediterranea ed è stato l’obiettivo degli scienziati impegnati a comprendere il perché – in quest’area – vi fosse una bassa incidenza di malattie cardiovascolari.
Alla base della piramide alimentare, in un consumo giornaliero, vi sono acqua, frutta e verdura fresca, olio di oliva, legumi e cereali, seguiti da frutta secca, latte e latticini. Meno frequentemente entrano nella dieta le uova, il pesce e la carne bianca, per poi limitare ancor di più insaccati, carne rossa e dolci. Sembrerebbe, alla luce di quanto ne sappiamo oggi, la dieta del buonsenso. Eppure, è figlia delle ristrettezze del suo tempo e delle caratteristiche del territorio. Un patrimonio immateriale – riconosciuto dall’UNESCO nel 2010 – che non suggerisce soltanto i cibi migliori per la propria salute, ma sottolinea quanto siano importanti la convivialità, il movimento e la stagionalità.


La piramide della sostenibilità
A ben guardare la Dieta Mediterranea non è solo il modello alimentare più consigliato al mondo in nome della prevenzione, ma si rivela anche una guida per una tavola sostenibile. Una necessità, quella di individuare oggi una dieta che non pesi sull’ecosistema, di cui la FAO si è occupata già nel 2010, proponendone una sorta di definizione: Le diete sostenibili sono diete a basso impatto ambientale che contribuiscono alla sicurezza alimentare e nutrizionale, nonché a una vita sana per le generazioni presenti e future. Le diete sostenibili concorrono alla protezione e al rispetto della biodiversità e degli ecosistemi, sono culturalmente accettabili, economicamente eque e accessibili, adeguate, sicure e sane sotto il profilo nutrizionale e, contemporaneamente, ottimizzano le risorse naturali e umane”.
 

È così che alla piramide alimentare della Dieta Mediterranea si affianca con naturalezza la piramide ambientale. In effetti, alla base dell’alimentazione dei popoli mediterranei vi sono i cibi più sostenibili, ovvero cereali e vegetali. Mentre in cima ad essa restano i prodotti trasformati e le carni rosse. La dimostrazione che adottare questo regime alimentare significa non soltanto puntare al proprio benessere, ma anche a quello ambientale.
È stato stimato che i prodotti della Dieta Mediterranea provocano un impatto ambientale del 60% inferiore rispetto ad una alimentazione basata su carni e grassi animali.
Ripensare il proprio modo di alimentarsi significa, ovviamente, fare i conti con principi come la stagionalità, il km zero e le pratiche agricole. Caratteristiche che possono guidare una spesa consapevole, oltre che sana. Tra le sue linee guida merita una citazione anche la frugalità, elemento che non solo sottolinea la necessità di rivedere le porzioni, ma che sposa il bisogno di ridurre al massimo lo spreco alimentare.
D’altronde, se aumenta giornalmente la lista delle patologie per cui questo regime alimentare è consigliato, è anche vero che in Italia la si applica sempre meno. Gli ultimi dati sull’obesità dell’Organizzazione Mondiale della Sanità fotografano un Paese in sovrappeso: 25 milioni di persone, con un impatto economico negativo sul sistema sanitario nazionale. Una problematica che tende a concentrarsi nelle regioni meridionali e che si nutre della poca informazione. A guidare la classifica è proprio la Campania, patria della Dieta Mediterranea, seguita da Molise, Sicilia, Calabria e Basilicata

L’Italia è in cima alla classifica europea per obesità infantile, circa il 42% dei bambini tra i 5 e i 9 anni è obeso o in sovrappeso, con conseguenze devastanti sulla loro crescita. Tra le principali cause vi è, senza dubbio, l’abuso di prodotti industriali e un preoccupante allontanamento dalla materia prima. Molti bambini non conoscono i cibi naturali su cui si basa la produzione del paniere tradizionale italiano.
 

Sostenibile, non soltanto in termini ambientali
La sostenibilità della Dieta Mediterranea, difatti, non si limita all’aspetto ambientale. Adottarla significa innanzitutto migliorare il proprio stato di salute, di conseguenza diminuire la spesa sanitaria nazionale, oltre che la propria.
Anche il peso sul bilancio familiare dei prodotti vegetali e dei cereali è di gran lunga inferiore agli alimenti di origine animale.
E, come se non bastasse, il Made in Italy si fonda su prodotti in prevalenza vegetali. Tanto che è possibile affermare che prediligere una Dieta Mediterranea significa valorizzare molte delle produzioni italiane. 


 

Dieta Mediterranea, moderna e sostenibile
Gli eventi della Dieta Mediterranea
Da quando la Dieta è stata nominata Patrimonio Immateriale dell’Umanità gli eventi in suo onore si sono moltiplicati, soprattutto in Campania. Uno dei più importanti si svolge proprio a Palazzo Vinciprova a Pioppi, nella sede del Museo Vivente della Dieta Mediterranea.
Un luogo di ritrovo per chi non dimentica l’attività scientifica che ha permesso di accendere i riflettori sull’alimentazione locale, ma anche un hub che guarda al futuro.

In effetti, si tratta di un ecomuseo gestito da Legambiente, perché ciò che proietta verso il futuro questo stile di vita è proprio la sua capacità di essere sostenibile anche per il Pianeta.
Dal 2016 qui si svolge annualmente il Festival della Dieta Mediterranea. Il programma è ricco e variegato e si compone di un lungo calendario che, per il 2023, si terrà dal 23 luglio al 10 settembre.
Ogni novembre, invece, il Comune di Pollica promuove l’iniziativa Buon compleanno Dieta Mediterranea, che quest’anno si svolgerà dal 16 al 18. Nata per ricordare l’anniversario dell’iscrizione come Patrimonio UNESCO, è diventata occasione per accendere i riflettori su tutti gli aspetti di quello che è riconosciuto come un vero e proprio stile di vita. E, visto l’interesse internazionale, non sono mancate attività collaterali svoltesi all’estero.

Alle porte, invece, l’appuntamento con Cilento Tastes dal 22 al 25 aprile prossimi. Nella struttura dell’ex Tabacchificio di Capaccio Paestum andranno in scena laboratori, show cooking e degustazioni mantenendo come fil rouge la Dieta Mediterranea.
Dal 26 al 28 maggio, sempre a Capaccio Paestum, ritorna il Salone della Dieta Mediterranea. L’obiettivo dell’evento è diffondere questo patrimonio nell’ottica di uno stile di vita sano, che guardi allo sviluppo territoriale e alla sostenibilità.
a cura di

Antonella Petitti

Giornalista, autrice e sommelier. Collabora con diverse testate, tra radio, web e carta stampata. Ama declinare la sua passione per il cibo e i viaggi senza dimenticare la sostenibilità. Sempre più “foodtrotter” è convinta che non v’è cibo senza territorio e viceversa.

Condividi