L’idea di tre amiche
In un pomeriggio di 26 anni fa tre amiche, Lara, Luciana e Rossandra della Pro Loco di Castel Goffredo nel sorseggiare un tè accarezzano l’idea di organizzare una festa dedicata al tortello amaro, portando “in piazza un rito molto familiare che proviene dall’orto, perché l’erba amara non la si può comprare, e la selezione di una ricetta tramandata da generazioni, iniziativa in cui qualcuno non ci vede nulla di nuovo: “ I tortelli amari li fanno tutti, dove sta la trovata?” - c’è chi commenta in paese....
Le tre amiche procedono imperterrite secondo i loro intenti preoccupandosi di individuare, attraverso cene fra amici, la ricetta più fedele alla tradizione.
“La prima persona a cui abbiamo chiesto un parere - ricorda Lara Fezzardi – è stata Franco Malinverno de La Crepa di Isola Dovarese. Gli abbiamo letteralmente portato in assaggio i tortelli realizzati con la ricetta selezionata. Tenevamo molto al suo giudizio, per la sua professionalità e conoscenza dei migliori prodotti in circolazione”. La risposta è arrivata come una grande spinta: “Dovete crederci, dovete andare avanti!”.
Dalla festa dedicata alla promozione in giro per l’Italia
È il 15 giugno 1996 quando prende il via la prima festa del tortello amaro di Castel Goffredo, presso il parco La Fontanella, a cui segue una seria riflessione sul vino da abbinare, con tanto di tour per le cantine mantovane insieme ad alcuni sommelier. La scelta cade su un garganega vinificato in purezza, che rimane il vino di riferimento per la degustazione del tortello. Negli anni a seguire la festa viene riconfermata sempre a metà giugno (periodo in cui l’erba raggiunge il suo apice aromatico) e prende a poco a poco piede. Nel frattempo si innestano anche occasioni di promozione del tortello amaro fuori da Castel Goffredo, dalla festa del vino novello a Treviso alla Festa medioevale di Volta Mantovana fino al prestigioso Festival della Letteratura di Mantova, un momento di grande visibilità che si perpetra negli anni. Occasione che porterà la Pro Loco a incontrare il professor Paolo Polettini, docente di sociologia alla Facoltà di teologia di Mantova, membro dell’Advisory Board della Facoltà di Economia di Padova e membro del comitato organizzatore del Festival della Letteratura di Mantova, capace di un contributo che darà completamento e sistematizzazione al bagaglio di informazioni e testimonianze raccolti in materia di balsamita major e tortello amaro. E pure un ulteriore slancio, in direzione di altri utilizzi possibili della balsamita major, per cui si presta assai, come si evince nel libro scritto a quattro mani, Il gioco dell’erba amara, con Luciana Corresini, una delle tre ideatrici della Festa del tortello amaro di Castel Goffredo. La scoperta che la balsamita, che in alcuni periodi la storia ha un po’ dimenticato, è stata conservata nelle pasticche rinfrescanti di Santa Maria Novella, messe a punto da a inizio 1600 da Fra Angiolo Macussi e prodotte ancora oggi dall’Officina di Santa Maria Novella di Firenze, apre la Pro Loco ad una serie di informazioni complementari su un ulteriore utilizzo, in questo caso officinale, della balsamita, mentre lavora sulla valorizzazione di quest’erba in cucina.