L’insegnamento
Questo non è l’unico fronte su cui Edoardo Dottori fa ricerca: da qualche tempo concilia la vita in azienda, tra vigna e cantina, all’insegnamento di Scienze, tecnologie e tecniche agrarie presso l’Istituto di Istruzione Superiore P. Cuppari - S. Salvati.
“Insegnare è una fonte di arricchimento continua. A scuola abbiamo una cantina sperimentale didattica che ci consente di consegnare delle evidenze pratiche nelle mani dei ragazzi. Vedere un processo dalla A alla Z ti aiuta ad acquisirlo; provare delle strade insieme aiuta a memorizzare e anche a far appassionare chi hai davanti. In generale, punto ad essere un vignaiolo consapevole, e provo a trasferirlo agli alunni”.
È sempre una questione di scelte
Ne abbiamo parlato tante volte: dire che bisogna lasciar fare tutto alla natura è una storpiatura e riduce il valore dell’artigiano. La competenza stessa, così, verrebbe resa insignificante.
“La natura non trasforma l’uva in vino. L’uomo, invece, prendendo decisioni consente all’uva di diventare vino. Noi lo facciamo favorendo l’attività dei lieviti indigeni, parcellizzando il più possibile i vini in base al territorio e al suolo, utilizzando al minimo gli interventi, ascoltando i cambiamenti che stanno interessando i nostri territori”.
Chi conosce i vini di Edoardo Dottori dalla prima ora dice che negli anni c’è stata un’evoluzione. I vini di oggi hanno un profilo diverso, rispetto alle prime bottiglie; e la ragione è, anche questa volta, ‘fisiologica’.
“Lascio che prendano il loro corso” ci conferma Edoardo.
“Dal 2020, comunque, ho deciso parcellizzare maggiormente e ho puntato su un lavoro più minuzioso in cantina. Sono sicuro che anche i vini di domani saranno sensibilmente diversi: ogni vino è la fotografia di un’annata, anche per questo sono differenti. Più le annate sono calde più si ridurranno acidità e freschezza”.
Conveniamo, quasi all’unisono che è esattamente l’opposto di ciò che il mercato sta chiedendo. “Sì, ma non credo che adattare il prodotto al mercato sia una strada sensata. Noi facciamo il nostro vino!” ci conferma, senza un briciolo di tentennamento.
Avremmo voluto parlarvi di Kochlos (dal greco conchiglia), il Verdicchio nato dalla zona dell’Acquasalata, la parcella ricca di calcare, sabbia e scheletro, d’origine marina, che Edoardo ci ha indicato appena scesi dall’auto, fendendo con l’indice il paesaggio.
Oppure di Colle Bianco, il Verdicchio che nasce nella zona più bassa, più argillosa, decisamente più sapido rispetto al primo. O ancora di Nardì, che oltre al Verdicchio contiene Malvasia e Trebbiano Toscano; o di Rosso Ribé, l’unico rosso prodotto da Edoardo, principalmente da uve Montepulciano. Avremmo voluto ma, come sempre, lasciamo che sia la curiosità a condurvi da questo giovane produttore marchigiano.
Se lo farete vi consigliamo un supporto cartaceo per gli appunti. Perché, oltre a capire qualcosa in più su questo territorio, decisamente particolareggiato, è facile che vi stupiate con la sua visione dell’insieme, in cui scienza, ricerca, sensibilità e attaccamento al territorio si mettono in relazione.
Edoardo Dottori
Piazza S.Maria 1
60030 Maiolati Spontini (AN)
www.aziendadottori.it