Il programma
Il titolo stesso dell’evento - Radici, Confini, Visioni – rappresenta un’occasione per ripercorrere le origini dell’Associazione, ringraziare i fondatori, raccontare i confini culturali e professionali superati in questi dieci anni e condividere le visioni che ne orientano il futuro.
“Vogliamo, con questo appuntamento, ribadire la nostra missione, quella per cui siamo nati dieci anni fa: raccontare e valorizzare per noi significa contribuire, in sinergia con le Istituzioni, allo sviluppo del Paese. Del resto è ormi evidente che divulgare il valore della cucina favorisce anche i settori di cultura e turismo e funge da volano al settore agroalimentare, attraverso modi nuovi di qualificare le eccellenze del nostro territorio” afferma il presidente Alessandro Gilmozzi.
Interverranno chef di fama internazionale, rappresentanti delle istituzioni, esperti del settore agroalimentare ed economico e personalità di primo piano del panorama culturale globale. Tra gli ospiti attesi, anche figure di rilievo internazionale del mondo dello spettacolo e della divulgazione enogastronomica, profondi conoscitori e narratori della cucina italiana nel mondo.
Si inizia lunedì 23 marzo, presso la Stazione Marittima di Trieste, con l’assemblea riservata ai soci di Ambasciatori del Gusto (dalle 15 alle 16,30), per passare poi (dalle 16,30 alle 18) alla presentazione delle attività, dei partner e degli associati per il 2026.
Alle 19,30, al Double Tree by Hilton, si svolgerà la cena tematica su Il gusto del territorio: con Fortunato Amatruda di Anima Romita di Crema (CR), pizzaiolo originario di Tramonti, località della Costiera Amalfitana celebre per essere stata la culla di quegli ‘artigiani’ che per primi esportarono la pizza nel mondo; Gloria Clama, del ristorante Indiniò di Raveo (UD); Alessandro Gavagna, chef della Trattoria del Cacciatore alla Subida di Cormons (GO); Fabrizio Nonis, nato a Toronto oggi vive in Friuli Venezia Giulia, è diventato un personaggio televisivo ma con l’anima rivolta alla sua grande passione: la macelleria. La sua intuizione è stata quella di rivalutare il mestiere di macellaio che nella sua terra è ancora chiamato con il nome dialettale Bekér.
Martedì 24 il mattino è dedicato alla visita di Trieste, città di confine e di radici salde. Nel pomeriggio, dalle 15 alle 18, si terrà il congresso internazionale presso il Generali Convention Center, dove il confronto verterà proprio sul tema Radici, Confini, Visioni. Un tema ampio, di quelli che lasciano un segno, perché è sempre più chiaro che il futuro della ristorazione è legato alla storia, le radici, alla contaminazione, i confini, e a nuove visioni per quanto riguarda l’accoglienza degli ospiti, il creare le condizioni per regalare a loro quella che si può davvero definire esperienza. Il confronto internazionale deve servire a questo, cercando il bello e il buono ovunque si trovino, per usare la felice espressione artusiana.
Alla sera la Cena di Gala dei Fondatori, presso la Stazione Marittima, con gli chef Chicco Cerea, Carlo Cracco, Marco Sacco e Lele Usai.
L’ultimo giorno di Futura, mercoledì 25 marzo, è dedicato al caffè, il prodotto simbolo di Trieste e della sua storia che risale al 1719, quando Carlo VI concesse alla città di diventare porto franco. In quell’anno il porto accolse le prime navi con carichi pieni di caffè, prodotti soprattutto in Etiopia e Yemen, per diventare poi il principale porto austro-ungarico e uno dei porti più importanti per lo sbarco dei chicchi di caffè. Tradizione che dura tuttora, infatti, ogni giorno attraccano navi che trasportano tonnellate di caffè destinato alla commercializzazione in ogni parte d’Italia. Dalle 10 alle 12, presso l’azienda Pacorini, si terrà un incontro dall’affascinante titolo Alla scoperta delle rotte del caffè, e dalle 12,30 alle 13, presso il Double Tree by Hilton, un percorso gustativo di miscele selezionate. Poi il pranzo conclusivo.