Stanley Tucci: un ponte tra l’italia e il mondo
Uno dei momenti più intensi della manifestazione è stato quando è salito sul palco Stanley Tucci per ricevere il titolo di Ambasciatore del Gusto Benemerito, con questa motivazione: “Un artista che, con estrema professionalità, grande sensibilità e autentica passione è riuscito dove solo pochi altri. Portare il cuore della cucina italiana nelle case di tutto il mondo non solo come cibo, ma come cultura, storia e convivialità. Narratore eccezionale del nostro patrimonio culinario con i suoi programmi ha accompagnato ogni spettatore in un viaggio profondo, emozionante e mai banale attraverso l’Italia. Il suo prezioso contributo ha permesso al pubblico internazionale di capire che la cucina italiana non si riduce a pochi stereotipi. Ha esplorato la complessità delle cucine dei territori, cogliendo e mostrando le differenti tipicità, ha valorizzato l’essenzialità dei piatti contadini e la nobiltà delle materie prime locali. Lo ha fatto con rispetto, con vera curiosità e, soprattutto, con un amore contagioso. Ha saputo raccontare che sedersi a tavola, in Italia, non significa solo mangiare ma celebrare la vita. Per aver aiutato il mondo a riscoprire l’autenticità dei nostri sapori, per aver valorizzato le storie di donne e di uomini e di ogni ricetta e per essere diventato un ponte culturale tra l’Italia e il resto del mondo, siamo lieti di conferire il riconoscimento di Ambasciatore del Gusto Benemerito”.
Nel suo intervento, Staley Tucci ha offerto una riflessione lucida sul valore della cucina italiana: “Ho cercato di raccontarla senza idealizzarla troppo, ma mostrando anche le sue complessità. È una cucina straordinaria perché racconta la storia del Paese”.
Ha inoltre evidenziato il rischio degli stereotipi: “All’estero si pensa spesso all’Italia come pizza, pasta e cieli azzurri. Ma la vera ricchezza sta nella diversità delle regioni e nelle storie delle persone e il mio lavoro nasce proprio da questo intento: dare voce a chi vive e produce il cibo, dagli allevatori ai contadini, trasformandosi in un amplificatore di storie autentiche”.
Tucci ha poi posto l’accento su uno degli elementi distintivi della cucina italiana: la semplicità. “Molti piatti hanno pochi ingredienti, tra cinque e dieci. Ma proprio per questo serve una grande consapevolezza: qualità eccellente e capacità di usarli nel modo giusto. Quando il cibo viene oscurato da eccessi, perde il suo significato. È come un attore che esagera: non interessa più”.
Un altro tema centrale emerso è quello del cibo come linguaggio universale. “Il cibo è un modo eccellente di comunicare. - ha affermato Tucci - Gli italiani hanno questa capacità di nutrire gli altri, e forse il cibo è uno degli strumenti di pace più importanti che abbiamo”.