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Giovani: credete nel futuro scommettendo sul presente

15/05/2026

Alla luce degli innumerevoli confronti e delle discussioni su tematiche giustamente importanti e attuali circa lo stato di salute della ristorazione italiana (carenza di personale, turni massacranti, crisi delle iscrizioni agli istituti alberghieri, personale di cucina e di sala poco qualificato e poco preparato…), capita poi che si accenda una luce differente, più luminosa, che ridà speranza e significato alle nostre professioni. È la luce dei giovani e delle giovani che ci credono ancora, che hanno già scelto con fermezza e decisione il loro percorso di studio e di formazione e che vorranno, una volta conquistato il meritato diploma, lavorare come cuochi e cuoche, sognando un giorno di diventare Chef, di fare bellissime esperienze lavorative anche all’estero, in ristoranti importanti, magari stellati, o magari un giorno di aprire un locale tutto loro e di diventare Patron del loro stesso futuro

Questa luce si accende, ad esempio, ogni volta che vediamo i nostri ragazzi e le nostre ragazze impegnati in una competizione. È successo all’ultima edizione, la decima, dei Campionati della Cucina Italiana a Rimini, quando lo scorso febbraio l’incremento di iscrizioni alle gare ha visto proprio tra le giovani generazioni una crescita importante. È successo anche qualche giorno fa, quando è andata in scena a Brescia la finale della II edizione del contest “Le Stelle di Domani”, ideato e organizzato da Unilever Food Solutions con la Federazione Italiana Cuochi e numerose aziende partner. Dieci tra allievi e allieve, tra i migliori d’Italia e selezionati in alcuni degli Istituti alberghieri più rinomati per didattica e formazione, si sono sfidati non solo nella realizzazione di un piatto, con la scelta di determinati ingredienti e dimostrando la loro bravura nella lavorazione delle materie prime, ma portando sul tavolo della giuria anche il confronto (da non sottovalutare mai!) sul piano della creatività, della fantasia, della personalizzazione di quella stessa ricetta. E qui, allora, sono entrati nella sfida la propria memoria gastronomica, i propri ricordi d’infanzia e delle merende con i nonni e con le nonne, i pasti della domenica consumati in famiglia, i ricordi del cibo di strada degustato con gli amici tra le vie del proprio paese o della propria città, fino alla scelta consapevole di diventare essi stessi un giorno interpreti in cucina di quei sapori e di quei ricordi, magari in chiave molto più contemporanea, da giovani professionisti del terzo millennio. 

Eccoli serviti, allora, i propri sogni, la propria visione di cucina, una visione che certamente si sta ancora formando, vista la loro giovane età, ma che testimonia già quante risorse umane abbiamo ancora nel nostro settore e nella nostra professione e che tutti noi abbiamo il dovere di non deludere. Perché quei dieci giovani, di cui cinque, poi, sono stati premiati con borse di studio di alto valore messe in palio da CAST, partner del concorso, rappresentavano non solo i propri sogni, ma i propri territori e la propria cultura (erano provenienti da tante regioni d’Italia del nord, del centro e del sud), i propri istituti (lo rivela l’orgoglio con cui si sono presentati al contest e nelle interviste) ed i propri docenti (anch’essi a Brescia, dietro le quinte della gara, a fremere e a seguirli con tanta passione, come fossero stati i loro genitori). E dietro le quinte, allora, ci è sembrato di scorgere anche quella luce più luminosa a cui accennavamo prima, che lascia accesa la speranza per un futuro migliore nella ristorazione italiana…
 

Rocco Cristiano Pozzulo 
(Presidente nazionale FIC)

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